Anche i giocatori valutano azioni legali sul caso City: nel mirino i bonus non percepiti

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Gio, 1 Ott 2026Il caso Manchester City si allarga: giocatori, agenti e club avversari valutano possibili azioni legali per i bonus non percepiti legati ai risultati contestati.DiAnna BottonCondividi l'articolo(Foto: Michael Regan/Getty Images)Il fronte giudiziario del caso Manchester City potrebbe allargarsi. Secondo quanto riferito da Sky Sports, calciatori e procuratori avrebbero contattato alcuni studi legali per valutare possibili richieste di risarcimento nei confronti del club inglese, già ritenuto responsabile dalla Premier League per violazioni in materia finanziaria.Al centro delle possibili iniziative ci sono i premi mai percepiti, legati a titoli sfumati o a qualificazioni europee perse a vantaggio dei Citizens tra il 2009 e il 2018, periodo nel quale sarebbero state commesse le irregolarità contestate. Le società avversarie, in sostanza, avrebbero potuto ottenere risultati e ricavi differenti, con conseguenze dirette sui compensi variabili di giocatori e agenti.La commissione indipendente ha ritenuto il Manchester City responsabile di oltre 100 dei 130 capi d’imputazione presentati dalla Premier League. Nel rapporto scritto, pubblicato martedì, si sostiene che il club avrebbe occultato 900 milioni di sterline attraverso accordi di sponsorizzazione fittizi. Il club respinge fermamente ogni contestazione e ha già annunciato la volontà di presentare ricorso, entro venerdì 2 ottobre.I club pronti a muoversiSul tema è intervenuto Kaveh Solhekol di Sky Sports News: «È una situazione molto complessa. Se il Manchester City perde il ricorso e viene sanzionato, mi aspetto che altri club intraprendano azioni legali». Il giornalista ha ricordato che «Arsenal, Tottenham, Liverpool e Manchester United si sono già riservati il diritto di citare in giudizio il Manchester City per ottenere un risarcimento».Secondo Solhekol, le società avrebbero affidato ad alcuni tra i migliori legali del Regno Unito l’analisi delle opzioni disponibili dopo la decisione della commissione. «Non è stata ancora presentata alcuna denuncia», ha precisato, in quanto i club attenderanno appunto l’esito dell’appello prima di procedere.Le quattro società avevano formalizzato la riserva sui possibili ricorsi già due anni fa, in previsione di un verdetto di colpevolezza, e hanno avviato colloqui informali sull’opportunità di intraprendere un’azione legale ora che la sentenza è stata resa pubblica. Ogni club prenderà la propria decisione autonomamente, ma la gravità della sanzione che verrà inflitta al City potrebbe incidere in modo determinante sulle scelte.Nodi e precedentiUn elemento che potrebbe complicare il quadro riguarda il presidente del City, Khaldoon Al Mubarak. Come riportato dal Financial Times, il dirigente figura dal 2020 nell’elenco dei diplomatici accreditati nel Regno Unito, godendo così di immunità diplomatica. Una condizione che potrebbe avere conseguenze su eventuali iniziative giudiziarie nei suoi confronti.Sullo sfondo rimane il malcontento di diverse società di vertice per l’accordo raggiunto quest’anno tra la Premier League e il Chelsea, concluso con una sanzione da 10 milioni di sterline. In quel caso erano stati gli stessi club a segnalare i pagamenti irregolari effettuati a giocatori e agenti dalla precedente proprietà, ai tempi di Roman Abramovich.Un esito che, per molti, ha lasciato più di un interrogativo sul criterio adottato dalla lega e che alimenta l’attesa per la decisione definitiva sul City.Developed by 3x1010