Nella regione russa di Volgograd, il governatore Andrej Bocharov ha confermato che l’attacco ha preso di mira infrastrutture industriali, senza precisare quali. Il canale indipendente russo Astra, citando residenti e analisi di filmati, ha riferito di un bagliore nell’area della raffineria Lukoil e dello stabilimento chimico Kaustik, situati a breve distanza l’uno dall’altro. Le immagini disponibili, tuttavia, non consentono di stabilire quale struttura sia stata colpita o abbia preso fuoco.Secondo le segnalazioni raccolte da Astra, in diverse zone della città si sono udite esplosioni e sono stati avvistati droni. Bocharov ha inoltre riferito che un incendio è divampato in un edificio residenziale e che una persona è stata ricoverata in ospedale.L’impianto Kaustik, nel distretto meridionale di Krasnoarmeysky, è una delle principali aziende chimiche della regione e produce anche beni a duplice uso. La raffineria di Volgograd, di proprietà di Lukoil, ha una capacità annua di circa 15 milioni di tonnellate di greggio e produce, tra gli altri derivati, benzina, gasolio e carburante per l’aviazione. Lo stabilimento era già stato interessato da precedenti attacchi con droni.A Kiev, invece, le autorità hanno segnalato almeno una persona morta in seguito a un attacco russo contro un edificio residenziale nel distretto di Darnytsia, sulla sponda orientale del Dnepr. L’amministrazione militare della capitale ha riferito che il palazzo colpito, alto 25 piani, ha riportato danni.Il sindaco Vitali Klitschko ha dichiarato che un drone ha colpito il ponte Pivdeni, danneggiando la struttura portante, la carreggiata e le protezioni dei binari della metropolitana. Il ponte è stato chiuso al traffico stradale e ai treni della metro. Anche altri due attraversamenti della capitale sono stati chiusi, in tutto o in parte; al momento non sono stati forniti dettagli sui loro eventuali danni.Il ponte Pivdeni era già stato chiuso temporaneamente il giorno precedente, dopo la caduta di due droni nelle sue vicinanze. La circolazione stradale era stata poi ripristinata, una volta verificata l’assenza di danni alle fondamenta.