Estonia, i bambini imparano a pilotare i droni dagli 8 anni nella prima aula comunale di Tallinn

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TALLINN — Carl Gustav Moritz fa l’ultimo anno al liceo statale di Mustamäe, quartiere di palazzoni sovietici alla periferia ovest di Tallinn. A gennaio si è iscritto al primo torneo estone di drone football, una partita a squadre con piccoli quadricotteri chiusi in gabbie di plastica: trenta maturandi ammessi, la metà di quelli che avevano fatto domanda. «La cosa più importante è il lavoro di squadra», ha detto all’emittente pubblica estone ERR. Da grande vuole fare «il pilota di droni per le Forze di difesa».Da questo mese il percorso che ha fatto lui comincia molto prima. Dal 1° ottobre le scuole di Tallinn possono prenotare lezioni nella prima aula comunale di addestramento ai droni, inaugurata venerdì 18 settembre all’Energia Avastuskeskus, il Centro di scoperta dell’energia ricavato dalla vecchia centrale elettrica di Põhja puiestee 29, sul porto. La paga il Comune. I club per le fasce 8-11 e 12-16 anni sono attivi dall’8 settembre: in Estonia il pilotaggio dei droni entra così nel programma dei bambini delle elementari, dopo essere entrato in quello dei licei.Il progetto è nato a marzo 2026 dentro il programma «Test in Tallinn», con la Fondazione Centro tecnologia e scienza della capitale e il club HobiZone. «Si vedono gli occhi dei ragazzi illuminarsi la prima volta che fanno volare un drone in visuale soggettiva o giocano a drone soccer», ha detto Darja Saar, amministratrice del Centro. Per il vicesindaco Kristjan Järvan «Tallinn vuole essere una città dove tecnologia, istruzione e innovazione vanno insieme»; il collega all’istruzione Andrei Kante spiega che il corso lega fisica, matematica e programmazione alla pratica.L’aula di Tallinn si aggiunge a un programma nazionale già in corso. Dall’autunno 2025 i ragazzi del decimo anno (15-16 anni) di dieci licei possono scegliere un corso opzionale di tecnologia dei droni organizzato dall’Agenzia per le risorse della difesa e dall’Accademia estone dell’aviazione: 35 ore, 25 di teoria e 10 di volo, si parte dai simulatori e si finisce con il brevetto europeo A1/A3 di operatore. Equipaggiamento e fondi arrivano dal ministero della Difesa. Addestramento militare, dunque? Il comunicato dell’Accademia dice di no: il corso «non è concepito come addestramento militare», e il rettore Koit Kaskel parla di «conoscenze di base ed esperienza pratica di volo». Ma il responsabile del Defence Estonia Cluster, il consorzio che riunisce aziende come Milrem Robotics e Threod, Rene Ehasalu, lo dice senza giri di parole: la familiarità precoce con i sistemi senza pilota «è essenziale non solo per la sicurezza nazionale, ma anche per la forza dell’industria della difesa estone». L’educazione alla difesa — armi, orientamento, primo soccorso — è obbligatoria nei licei dal 2023.Dodici minuti su VaindlooIl contesto è il confine. Il 19 settembre 2025 tre caccia russi MiG-31 sono rimasti 12 minuti nello spazio aereo estone sopra l’isola di Vaindloo, nel golfo di Finlandia, senza piano di volo né transponder, finché li hanno intercettati i caccia italiani della missione Nato di polizia aerea basata ad Ämari. Il ministro degli Esteri Margus Tsahkna parlò di «intrusione senza precedenti e sfacciata», il premier Kristen Michal chiese le consultazioni dell’articolo 4 del Trattato atlantico. Mosca negò: per il ministero della Difesa russo il volo dalla Carelia a Kaliningrad era «programmato», gli aerei «non hanno deviato dalla rotta concordata» e sono passati a oltre tre chilometri dall’isola, riferisce Al Jazeera; tre giorni dopo il Cremlino accusò Tallinn di falsificare i fatti per alzare la tensione.L’Estonia ha 1,4 milioni di abitanti e 294 chilometri di confine con la Russia. La spesa militare, che nel 2013 era all’1,9 per cento del Pil, è programmata a una media del 5,4 per cento fino al 2029, e le forze mobilitabili sono passate da 8.000 a oltre 40.000 uomini. Il 1° settembre la Difesa ha mandato un sms ai residenti dell’est del Paese: «Cercate riparo se avvistate un drone». Peeter Tali, deputato di Eesti 200 ed ex colonnello, ha dato la misura del fabbisogno: «Gli ucraini stimano che l’Estonia dovrebbe avere circa mille operatori di droni, quindi dobbiamo muoverci più in fretta». La scuola, in questo disegno, è il vivaio dei piloti che il Paese non ha ancora.Attorno crescono gli altri pezzi. L’imprenditore Taavi Kotka, con il ministero della Difesa e la Kaitseliit (la Lega di difesa, l’organizzazione dei volontari in armi), gestisce vicino a Tallinn i corsi civili «Kuri kotkas», Aquila arrabbiata: cinque livelli, obiettivo decine di migliaia di persone addestrate. Metrosert, l’istituto nazionale di metrologia, costruisce in città un laboratorio da quasi 7 milioni di euro per i test sui droni, apertura nella primavera 2027. A Mustamäe, intanto, Carl Gustav Moritz si prepara alla maturità con l’idea di finire nelle Forze di difesa. I bambini di otto anni che da questo mese entrano nella vecchia centrale sul porto giocano a drone soccer; dove finisca il gioco e dove cominci il resto, nessun comunicato lo scrive.