La Camera dei Deputati ha ospitato la presentazione della ‘Giornata nazionale in memoria delle vittime della strage dello stadio Heysel‘, che sarà celebrata ogni anno il 29 maggio, a partire dal 2027. Alla cerimonia hanno partecipato, tra gli altri, Giorgio Chiellini, il ministro per lo Sport Andrea Abodi e l’ex difensore della Juventus Sergio Brio, che ha ricordato in prima persona la drammatica finale di Coppa dei Campioni del 1985.La strage dello stadio Heysel di Bruxelles (Foto AP/Gianni Foggia, Archivio)Chiellini: “Una giornata che resterà nella storia”Per Giorgio Chiellini l’istituzione della ricorrenza rappresenta un momento destinato a segnare la storia della Juventus e del calcio italiano. “È una giornata che rimarrà per sempre nella storia della Juventus, dello sport e del calcio italiano. È una giornata per ricordare chi purtroppo non c’è più, una partita che doveva essere solo uno spettacolo di calcio e che invece si ricorda come una tragedia“, ha detto l’ex capitano bianconero.Chiellini ha sottolineato che il ricordo deve servire soprattutto a evitare il ripetersi di simili tragedie. “Siamo qui perché non succeda di nuovo, siamo qui perché il calcio, lo sport in generale sia un momento di festa”, ha affermato, ribadendo che ricordare è fondamentale affinché episodi come quello dell’Heysel non si ripetano.Abodi: “Non solo memoria, ma responsabilità”Anche il ministro per lo Sport Andrea Abodi ha evidenziato il valore della nuova ricorrenza, spiegando che la memoria delle vittime era già viva nei sentimenti delle persone, ma che mancava un riconoscimento formale. Secondo Abodi, il 29 maggio dovrà diventare non soltanto il giorno del ricordo, ma anche “il giorno della riflessione” e della responsabilità, capace di coinvolgere tutti gli appassionati di sport e non solo i tifosi della Juventus. Il ministro ha invitato a fare della giornata “un monito perché non succeda più“, ricordando che ancora oggi negli stadi si verificano comportamenti offensivi verso le vittime di tragedie come Heysel e Superga. Per questo, ha concluso, l’iniziativa dovrà contribuire a una crescita culturale del mondo dello sport.Il ricordo di Brio: “Fu Boniperti a dirci che le vittime erano 39”Tra gli interventi più toccanti quello di Sergio Brio, che quella sera del 29 maggio 1985 era in campo con la Juventus nella finale contro il Liverpool. L’ex difensore ha raccontato che già durante il riscaldamento i giocatori avevano intuito la gravità della situazione, vedendo arrivare “tifosi feriti, con vestiti strappati, i bambini che piangevano“. Ha ricordato anche il tentativo di Gaetano Scirea di tranquillizzare i sostenitori bianconeri leggendo un messaggio della società. Brio ha spiegato che, al termine della partita, la squadra era convinta che fosse morto un solo tifoso. Solo una volta rientrati in albergo Giampiero Boniperti comunicò ai giocatori la reale entità della tragedia. “Vi ho mentito e non è morto un tifoso, ma 39“, ricordò il dirigente juventino.“Quello è stato veramente un momento difficile perché da piccolo sogni di vincere la Coppa dei Campioni e ti trovi di fronte a una tragedia del genere”, ha raccontato Brio, ammettendo che quella ferita non si è mai rimarginata. L’ex bianconero ha infine ricordato anche il dibattito sull’opportunità di disputare la finale. Boniperti, ha spiegato, era contrario a giocare, ma durante la riunione con la Uefa gli venne detto che un eventuale rifiuto avrebbe potuto provocare ulteriori vittime. Per questo, ha concluso Brio, “la cosa più giusta è stata giocare la partita“.Questo articolo Heysel, nasce la Giornata nazionale della memoria. Chiellini: “Una tragedia che non deve più ripetersi” proviene da LaPresse