Se c’è un’immagine che sintetizza la presenza italiana a Farnborough 2026, è quella di un ponte. Un ponte tra il Giappone, il Regno Unito e il Nord America attraverso il Gcap. Un ponte tra l’industria europea e quella turca nel settore dei sistemi senza pilota. Un ponte verso i mercati del Golfo e del Sud-est asiatico. E un ponte tra domini tecnologici che fino a pochi anni fa venivano trattati separatamente. A tre giorni dall’apertura del salone, gli annunci che coinvolgono i player italiani mostrano una caratteristica comune: creare connessioni tra programmi, filiere e partner diversi, in un momento in cui la competizione internazionale si gioca sempre meno sulla singola piattaforma e sempre più sulla capacità di integrare competenze, tecnologie e mercati. È una tendenza che emerge nel Gcap, nella cooperazione con Baykar, nelle nuove iniziative nel campo dell’addestramento, nei progetti di difesa integrata e persino nelle attività di supporto logistico e manutentivo. L’ingresso del Canada nel GcapLa notizia politicamente più rilevante è arrivata da Londra, dove i ministri della Difesa di Italia, Regno Unito, Giappone e Canada hanno formalizzato l’ingresso di Ottawa nel Global Combat Air Programme come osservatore. Il Canada diventa così il primo soggetto esterno ad aderire formalmente al programma, pur senza partecipare alla governance e ai processi decisionali riservati ai tre membri fondatori. L’accordo consentirà a Ottawa di accedere a informazioni, attività di sviluppo e pianificazione industriale in una fase cruciale del programma. Il calendario rimane confermato al 2035, una scadenza particolarmente significativa per il Giappone, che prevede di iniziare in quel periodo la sostituzione dei suoi F-2. Leonardo, commesse per 1 miliardoSul fronte commerciale, Leonardo ha già incassato commesse per un valore vicino al miliardo di euro. Tra queste figurano gli undici elicotteri destinati a The Helicopter Company, controllata dal fondo sovrano saudita Pif, e dodici addestratori avanzati M-346 Block 20 per il ministero della Difesa indonesiano. Con questa acquisizione, l’Indonesia diventerà il ventitreesimo operatore della famiglia M-346. Rilevante anche l’accordo con Lockheed Martin per valutare l’espansione delle attività di manutenzione, riparazione e revisione (Mro) dei velivoli da trasporto C-130J Super Hercules, che capitalizzerà sull’esperienza maturata da Leonardo sia nel supporto alla flotta italiana di C-130J sia come costruttore e manutentore del C-27J.A ciò si aggiunge una lettera d’intenti firmata con PT ESystem Solutions e il ministero della Difesa indonesiano per la fornitura di elicotteri AW149 destinati alla Marina di Giacarta. L’intesa comprende anche attività di supporto logistico, manutenzione, addestramento, completamento degli aeromobili e sviluppo di capacità industriali locali, confermando la crescente attenzione dei programmi export verso formule che combinano piattaforme e cooperazione industriale. Particolare attenzione ha suscitato anche l’evoluzione della partnership con Baykar. LBA Systems, la joint venture paritetica costituita da Leonardo e dal gruppo turco, ha ora raggiunto la piena operatività e ha avviato la produzione del primo sistema sviluppato congiuntamente, l’Astore Levante, derivato dalla piattaforma Bayraktar TB3. L’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, ha inoltre confermato l’interesse del gruppo di piazza Monte Grappa a valutare possibili forme di collaborazione con l’industria ucraina, soprattutto alla luce delle competenze maturate nel conflitto in corso e dell’evoluzione delle tecnologie unmanned e counter-drone.Il valore dell’addestramentoLa logica dell’integrazione emerge anche nel settore dell’addestramento. A Farnborough, Leonardo e CAE, multinazionale canadese specializzata in simulazioni, addestramento e supporto operativo, hanno annunciato l’estensione della loro collaborazione sul sistema integrato di formazione basato sull’M-346 e sull’International Flight Training School (Ifts) di Decimomannu. L’accordo amplia la cooperazione verso ambienti Live, Virtual and Constructive (Lvc) e Live Synthetic Integration (Lsi), con l’obiettivo di sviluppare capacità addestrative in grado di preparare i piloti a operazioni che coinvolgeranno sistemi di nuova generazione, intelligenza artificiale e livelli crescenti di autonomia. L’intesa conferma inoltre il ruolo dell’Ifts come uno dei principali punti di riferimento internazionali per l’addestramento avanzato dei piloti militari e come strumento di interoperabilità tra forze aeree alleate, attraverso standard, tattiche e scenari condivisi.Proseguono i lavori sul sistema propulsivo del GcapUn altro aggiornamento rilevante riguarda il propulsore del futuro velivolo di sesta generazione. Avio Aero, Rolls-Royce e IHI Corporation hanno annunciato il superamento di una nuova serie di design review nell’ambito del consorzio dedicato allo sviluppo del sistema propulsivo del Gcap. Secondo quanto dichiarato, è stata approvata la configurazione definitiva della versione “centre line” del dimostratore tecnologico e sono stati completati oltre cento test su componenti in scala ridotta. Le attività si svilupperanno anche attraverso il Collaboration Hub inaugurato a Reading, struttura che riunisce le tre aziende e favorisce il coordinamento con la Gcap Agency e con la joint venture Edgewing. Phil Townley, direttore per i programmi futuri di Rolls-Royce Defence, ha definito il motore una “centrale energetica volante”, sottolineando la crescente importanza della generazione e gestione dell’energia elettrica a bordo. Il sistema propulsivo dovrà garantire non soltanto le prestazioni aeronautiche avanzate, ma anche la disponibilità energetica necessaria per sensori, comunicazioni e sistemi d’arma ad elevato consumo d’energia.Non si ferma il Michelangelo Dome Se il Gcap e la cooperazione sui droni mostrano la ricerca di nuove convergenze industriali, il tema dell’integrazione emerge anche nel settore della difesa aerea e missilistica. Leonardo ha infatti confermato il ruolo centrale del Michelangelo Dome, l’architettura destinata a integrare sensori, sistemi di comando e controllo ed effettori in un’unica struttura scalabile, per i suoi piani futuri. Mariani ha confermato la continuità del programma e ha indicato l’intenzione di accelerarne lo sviluppo, analogamente a quanto previsto per la costellazione satellitare in orbita bassa avviata sotto la precedente gestione. A Farnborough Mariani ha anche aperto al coinvolgimento di Mbda nel progetto. Non sono stati resi noti dettagli operativi, ma l’eventuale ingresso consentirebbe di integrare l’architettura di comando e controllo proposta da Leonardo con un portafoglio consolidato di effettori per la difesa aerea e antimissile. La possibilità assume particolare interesse anche alla luce delle iniziative presentate da Mbda durante il salone, tra cui il memorandum con General Atomics per l’integrazione dello Spear sui droni MQ-9B e sul velivolo collaborativo Gambit, il lancio della versione terrestre mobile dell’Asraam e la presentazione di un nuovo intercettore a basso costo destinato al contrasto di droni, elicotteri e missili da crociera. Si tratta di un capitolo, quello dell’integrazione tra piattaforme, sensori ed effettori, che attraversa gran parte del salone, come confermato dalla presenza, per la prima volta in Europa, dell’MQ-28 Ghost Bat di Boeing, uno dei programmi più avanzati nel settore dei Collaborative Combat Aircraft (Cca), i velivoli senza pilota destinati a operare insieme ai caccia di nuova generazione.Elt Group rafforza la presenza in UKElt Group ha annunciato l’apertura di una nuova sede a Reading, a conferma della crescente centralità del Regno Unito per i programmi di nuova generazione. L’azienda partecipa al Gcap attraverso il consorzio G2E (Gcap Electronics Evolution), responsabile dello sviluppo di sensori, guerra elettronica e comunicazioni avanzate e la nuova presenza britannica punta a favorire l’integrazione con l’ecosistema industriale che ruota attorno al programma. Sul fronte operativo, Elt ha presentato Adrian, il sistema modulare per il contrasto ai piccoli Uav in contesti urbani, Karma, per la protezione mobile di convogli e infrastrutture sensibili, e la nuova generazione del sistema Dircm Quiris, destinato all’autoprotezione delle piattaforme aeree.Spazio allo SpazioSe per decenni Farnborough è stato soprattutto il salone dei velivoli, l’edizione 2026 sta confermando il crescente peso del dominio spaziale. Lo dimostra la presenza di una Space Zone dedicata, con focus su Space Domain Awareness, infrastrutture satellitari, osservazione della Terra, resilienza delle comunicazioni e applicazioni dual use. E anche sul fronte spaziale, l’Italia si presenta a Farnborough con una presenza diversificata. Leonardo, attraverso le attività sviluppate nel settore spazio e il proprio approccio multidominio, considera ormai osservazione della Terra, comunicazioni satellitari, raccolta dati e supporto alle operazioni come componenti integrate delle future architetture di difesa, insieme a sensori, piattaforme e sistemi di comando e controllo. Inoltre, accanto ai grandi operatori, si stanno affermando realtà emergenti e sempre più specializzate come Officina Stellare, attiva nei settori dell’osservazione della Terra, della Space Domain Awareness e delle comunicazioni ottiche, segmenti che stanno acquisendo un ruolo crescente con l’aumento della dipendenza delle forze armate da servizi e infrastrutture spaziali.