C’è una leggenda metropolitana che mette in bocca al sindaco Lepore una sparata da sborone bolognese: “Non sono io che mi ispiro a Mamdani, è lui che ha copiato me”. Se New York avesse le torri degli asinelli sarebbe una piccola Bulàggna! La leggenda non è realtà ma di vero che c’è la Megalopoli presuntuosa dell’eterno radical chic di Tom Wolfe si è votata e ha votato uno dei Fratelli Musulmani, se n’è subito pentita, perché i divi di Hollywood e il resto della genia progressista è composto da coglioni di successo, ma almeno resta loro una formidabile arma, la leva finanziaria: togligli i capitali dei ricchi e anche uno di Hamas può fare poco a New York. A Bologna tutto è relativo, la ritorsione patrimoniale non attacca e il comunismo circolare di quei coglioni dei bolognesi continua a fare il bello e il cattivo tempo: chi paga per l’irresponsabilità di Lepore che nel calor bianco di una polemica non si tiene anzi coglie l’attimo e indice una sorta di chiamata alle armi, di sollevazione popolare ai danni della città da lui amministrata? E Bologna va a ferro e fuoco come Parigi sotto l’attacco di islamici, maranza, centri sociali, spacciatori, drogati che a macerie fumanti si aggirano più rintronati che mai. Uno spettacolo! Chi paga dunque?Un Paese appena decente, uno Stato decente, un Governo decente non lasciano che a pagare siano i cittadini, seppur “fagiani”, che hanno votato la loro rovina, un Governo decente fa la sua giustizia e uno Stato decente fa pagare tutti i danni a Lepore: non al Comune, a lui personalmente come responsabile diretto, poi i soldi se li facesse dare dal Pd, dai centri sociali, da Hamas, l’importante è che paghi lui. Uno Stato serio Lepore lo ferma con chiare responsabilità e non si preoccupa delle conseguenze, delle tattiche, delle polemiche, di quel falso garantismo che non garantisce i cittadini e tanto meno le vittime ma sempre regolarmente gli aggressori, i vandali, gli stragisti, la finisce coi soliti timori e tremori da beghino in sagrestia, “ma poi passiamo da fascisti”, “non possiamo trumpizzarci”. Bravi, continuate come Starmer, poi hai voglia con le alchimie elettorali. Come quel sindaco delle mie parti che quando i maranza hanno promesso di scannarlo, lui e la famiglia, ha subito dichiarato: la repressione è sbagliata, ce vole più inclusiò. E il crimine è peggiorato. Cara destra, tu passerai sempre da fascista anche prendessi la tessere dell’ANPI e se non lo hai ancora capito allora non c’è davvero niente che tu possa capire. Lepore va fatto pagare perché la devastazione urbana è conseguenza di un suo atto, di sue iniziative, di sue provocazioni ed è una situazione che getta discredito sull’Italia agli occhi del mondo.Leggi anche:“Due piazze diverse”. L’imbarazzante auto-assoluzione di Lepore su BolognaUno Stato serio non si fida dei distinguo dei marocchini, sa che sono solo un gioco delle parti: prende il clan dei parenti che minacciano di morte ai poliziotti, che annunciano giustizia sommaria, prende le sorelle col cartello “gustiza” che battono cassa, che recitando o meno urlano vendetta, li arresta, li impacchetta e li rimanda da quel re del Marocco che pretendono scateni guerra all’Italia. Perché non è accettabile, non è più sopportabile che gente del genere, ospitata, tenuta, non si sa in cambio di che, arrivi a dire, fare, minacciare come e quello che vuole. Perché questa situazione va moltiplicata per sei milioni. Perché a questo punto bisogna fottersene delle miserabili ambiguità della sinistra: difendersi da soli no, “finché non ti tocca non puoi toccarlo”, ma tu senti le coglionate che tocca sopportare, ma affidare la difesa allo Stato neanche perché “la polizia è assassina” e un Lepore – di fatto – le scatena contro una piazza balorda: rimane solo la soggezione ad ogni sopruso, funzionale ad una strategia chiarissima: destabilizzare e rendere impotente la polizia, da utilizzare solo per la repressione degli indigeni; i bianchi, i locali debbono rinunciare ad ogni idea di qualsivoglia sicurezza, temere e odiare la polizia, lo Stato che la esprime. Siamo alla britannizzazione, questo il fine ultimo, neppure dissimulato.E ci stiamo arrivando a passo di carica se a Bologna organizzano una spedizione punitiva “per uccidere” chi ha aiutato gli agenti ad ammanettare uno con precedenti per droga e aggressione a poliziotti e chi, sconvolto dalle sue escandescenze, ha chiamato le forze dell’ordine; se arrivano a dire che al Pilastro “stiamo bene così, italiani fuori dai coglioni”, e il Pilastro è uno di quegli inferni in terra, ormai innumerevoli nell’Italia sostituita, colonizzata, dove non entri e se ci entri non esci; se i fannulloni teppistici e terroristici dei centri sociali insieme ai maranza criminali possono scagliarsi addosso alla “polizia assassina” sapendo che quelli non reagiscono, secondo direttive centrali; se Bologna devasta se stessa in un totale cortocircuito della logica; se i video, le testimonianze testimoniano dell’infinita pazienza della polizia (poi certo si troverà qualcosa per incriminarli) ma un sindaco che dovrebbe collaborarci non esita a fomentargli contro la piazza; se Bologna resta comunista e il comunismo resta un cumulo di rovine dopo i roghi, di insicurezza sociale, resta tribalizzazione da caccia al bianco, alla donna, ai cittadini. Totalmente fuori controllo. Bologna non è più una città, come non la è Milano, Roma, Firenze e tutte le altre, a ragnatela, fino agli anfratti più infimi come Villanterio, sputo del Pavese dove una diciassettenne “aspirangte jihadista” non viene arrestata ma portata in una comunità residenziale che dovrebbe rieducarla. A cosa? A diventarlo del tutto? In una di quelle strutture cattoislamocomuniste gestite da inetti nell’ipotesi migliore? Ma a Bologna con uno specifico in più, l’orgoglio coglionescamente ideologico, fanatico di essersi ridotti così in una autodistruzione di stampo balcanico.Un Governo serio, uno Stato più serio se proprio non vuole inchiodare direttamente Lepore alle sue responsabilità può fare un’altra cosa, può scatenare i servizi coi loro dossier da dare in pasto ai media, insomma il metodo Report, però una tantum per giusta causa. Problema risolto. Bologna è una polveriera dalle mille esplosioni. Perché il Governo non si muove?Max Del Papa, 21 luglio 2026L'articolo Lepore deve pagare i danni di Bologna proviene da Nicolaporro.it.