La nazionale italiana di Powerchair Football della Fipps (Federazione Italiana Paralimpica Powerchair Sport) è rimasta bloccata all’aeroporto di Fiumicino, dopo che la compagnia aerea EasyJet ha negato l’imbarco all’intera delegazione azzurra. Gli atleti avrebbero dovuto raggiungere Glasgow per disputare un torneo internazionale decisivo in vista dei prossimi Campionati del Mondo in Argentina. A riportare i dettagli della vicenda è il Corriere della Sera, che evidenzia la durissima denuncia sollevata dal Comitato italiano paralimpico (Cip) e le scuse poi arrivate dalla compagnia aerea.L’imbarco negatoSecondo quanto riporta il Corriere della Sera, la Fipps si era mossa con mesi d’anticipo, richiedendo e ottenendo da EasyJet, fin dallo scorso mese di aprile, la formale autorizzazione per il viaggio dei 6 atleti con disabilità e di tutto il loro equipaggiamento logistico: le sei carrozzine per la mobilità di tutti i giorni e le altre sei carrozzine speciali utilizzate per giocare. Ma alle 10:15 del mattino, a poco più di un’ora dalla partenza del volo fissata per le 11:55, il personale della compagnia ha comunicato che l’Airbus A320 non avrebbe potuto trasportare più di 5 carrozzine in totale.Il Cip ha definito l’episodio come «un fatto gravissimo, lesivo della dignità personale dei nostri atleti e dei valori primari dello sport in generale e paralimpico in particolare». Dalla Federazione spiegano che, «nonostante la conferma iniziale e una successiva comunicazione via Pec inviata dalla Federazione prima della partenza per scongiurare qualsiasi disguido logistico la squadra si è trovata di fronte a un muro ideologico e organizzativo al gate di imbarco».La rabbia del Cip: «Soluzioni assurde e niente rimborsi»La reazione del presidente del Comitato Italiano Paralimpico, Marco Giunio De Sanctis, è stata immediata. Il numero uno del Cip non ha usato giri di parole per stigmatizzare il comportamento della compagnia aerea: «Quanto accaduto all’aeroporto di Fiumicino è una vergogna inaccettabile che ci riporta indietro di decenni sul fronte dei diritti umani e sociali. Episodi del genere dimostrano, ancora una volta, quanto la pari dignità sia purtroppo soltanto formale e non ancora sostanziale. Non stiamo parlando di una semplice disfunzione di viaggio o di un ritardo bagagli: negare l’imbarco agli atleti e agli ausili con cui essi vivono e gareggiano significa negare la loro stessa autonomia e identità. Trovo scandaloso che nel 2026 una compagnia aerea come EasyJet possa prima rassicurare una Federazione e poi abbandonare una Nazionale in aeroporto, proponendo soluzioni assurde e persino ipotizzando di non rimborsare il danno subito. Il Cip farà sentire con forza la propria voce in tutte le sedi competenti».L’intervento del governo e l’indagine EnacSulla vicenda è intervenuta duramente anche la ministra per le Disabilità, Alessandra Locatelli, visibilmente colpita dalla gestione dell’imbarco da parte della compagnia low cost: «Aver negato l’imbarco a sei atleti con disabilità, nonostante la Fipps avesse preventivamente richiesto e ottenuto dalla compagnia aerea, sin dal mese di aprile, la formale autorizzazione al trasporto degli stessi atleti, con al seguito sia le carrozzine per la mobilità quotidiana che le 6 carrozzine speciali da gioco, lascia senza parole. Mi auguro che Easyjet risponda immediatamente chiarendo la sua posizione dopo aver impedito il diritto di viaggio ai passeggeri con disabilità». Nel frattempo l’Enac ha già provveduto ad avviare un’indagine formale sull’accaduto, sollecitando EasyJet a trasmettere con la massima urgenza una relazione dettagliata sui fatti. Per il vettore aereo si profila il rischio concreto di pesanti sanzioni.Le scuse tardive della compagniaIn serata sono arrivate le scuse ufficiali da parte di EasyJet, che si è detta «profondamente dispiaciuta» per il disservizio causato alla Nazionale azzurra. La compagnia ha confermato di aver aperto un’indagine interna e di essere attivamente impegnata nella ricerca di una soluzione logistica per rimediare al danno patito dagli atleti. «Rendere il viaggio aereo accessibile a tutti i passeggeri è una priorità per EasyJet e prendiamo questa vicenda con la massima serietà», conclude la nota del gruppo.L'articolo «C’è spazio solo per 5 carrozzine», la nazionale paralimpica di Powerchair Football lasciata a terra a Fiumicino. EasyJet si scusa proviene da Open.