C’è chi lo ha scoperto sul grande schermo nei panni di Valentino nel film “Enea” di Pietro Castellitto e chi invece lo segue da anni tra i nomi più interessanti della nuova scena cantautorale italiana. Giorgio Quarzo Guarascio, in arte “Tutti Fenomeni”, è entrambe le cose: un attore capace di conquistare la critica alla sua prima vera prova importante e un artista che da quasi un decennio scrive e canta con una voce riconoscibile tra indie e pop alternativo.“Tutti Fenomeni” si avvicina al cantautorato grazie a una collaborazione con Niccolò Contessa de “I Cani” e da lì arrivano i singoli “Trauermarsch”, “Valori aggiunti” e “Qualcuno che si esplode”, anticipazioni dell’album d’esordio Merce funebre, uscito nel gennaio 2020. Tra la fine del 2020 e l’estate del 2021 escono i singoli “Parlami di Dio”, “Faccia tosta” e “Marinai” che lo portano al suo “Sopralluogo Tour”. Nel maggio 2022 esce il secondo album, “Privilegio raro”, supervisionato da Niccolò Contessa, autore delle musiche. Dopo il grande successo di “Enea”, “Tutti Fenomeni” torna al centro della scena musicale con il suo terzo album, “Lunedì”, uscito a gennaio 2026 e prodotto per la prima volta non da Niccolò Contessa ma dal cantautore Giorgio Poi.In questi giorni è in tournée e chi ha potuto assistere alla tappa di Pesaro può senza dubbio parlare di uno dei concerti più inconsueti ma nello stesso tempo molto partecipati e di grande qualità. Giorgio “Tutti Fenomeni” per trequarti della performance ha cantato in platea tra il pubblico rivolto al palco circondato da tutti gli spettatori, diventati a loro volta protagonisti dello spettacolo e partecipando attivamente con cori e seconde voci direttamente nel microfono del cantante. Una prova rischiosa per chi sa tenere benissimo il palco e ha dato dimostrazione di saper tenere altrettanto bene anche la platea.Una presenza e una qualità nei testi, conditi di riflessioni profonde e ironia non scontata, che ha fatto pensare a un accostamento forse per qualcuno azzardato se non irriverente. Giorgio Quarzo Guarascio in arte Tutti Fenomeni può essere considerato il nuovo Rino Gaetano? Sicuramente è una suggestione che, ascoltando i testi viene naturale fare. Non si tratta di un paragone sul piano del successo o della statura storica — Rino Gaetano resta una figura irripetibile della canzone italiana — quanto di un’affinità di sguardo e di postura artistica. I punti di contatto sono diversi. Intanto, le radici calabro-romane: la stessa doppia identità, tra Calabria e Roma, che in entrambi i casi sembra alimentare un modo di raccontare le cose insieme ironico e radicato nel reale. Leggi anche:Ultimo, chi lo ignora è compliceIl gusto per il paradosso e il nonsense. Rino Gaetano è stato definito un cantautore capace di mescolare satira e paradossi per raccontare le contraddizioni del suo tempo. “Tutti Fenomeni” si muove in una direzione simile: un cantautorato che non prende mai sé stesso troppo sul serio, pur restando autentico. Lo pseudonimo come dichiarazione d’intenti. Anche il nome d’arte “Tutti Fenomeni” — provocatorio, quasi autoironico — richiama lo spirito dissacrante con cui Gaetano giocava con parole e titoli (basti pensare a brani dai titoli surreali e ai suoi celebri elenchi paradossali).Restano, ovviamente, differenze enormi: Rino Gaetano è stato un cantautore di forte critica sociale e politica, calato nell’Italia degli anni Settanta, mentre “Tutti Fenomeni” racconta un disagio più intimo e generazionale. Quello della Roma Nord borghese e delle sue contraddizioni. Un tema che emerge con chiarezza anche nella sua prova d’attore in “Enea”. Ma la sensazione, ascoltando la sua musica, è che quella stessa vena di ironia irriverente e di rifiuto delle convenzioni – capace di raccontare con leggerezza cose profonde – sia un filo che li unisce a distanza di quasi cinquant’anni.Ivan Mazzoletti, 24 luglio 2026L'articolo Ironico, irriverente e fuori dagli schemi: ecco il vero erede di Rino Gaetano proviene da Nicolaporro.it.