AGI - Gianni Alemanno, uscito dal carcere di Rebibbia lo scorso 24 giugno dopo aver scontato un anno e 10 mesi di reclusione per traffico di influenze illecite, grida allo scandalo: "Oggi i Carabinieri della stazione di Monte Mario mi hanno notificato un incredibile provvedimento: il ricorso in Cassazione del Ministero della Giustizia contro l'ordinanza del Tribunale di Sorveglianza che ha ridotto di 6 (sei) giorni la durata della mia pena per effetto delle condizioni inumane in cui sono stato detenuto. Questa ordinanza di riduzione della pena era già stata impugnata dal DAP (caso rarissimo se non unico) ma questa impugnazione era stata già rigettata dal Tribunale di sorveglianza il 10 giugno scorso. Adesso è la volta del Ministero di ricorrere addirittura in Cassazione per tentare ancora una volta di rimandarmi in carcere per scontare ulteriori 6 giorni".Il sovraffollamento delle carceriPer l'ex sindaco di Roma, "di fronte all'evidente sproporzione di questi interventi (e dei relativi costi), rispetto all'oggetto concreto del contenzioso (ripeto, 6 giorni di detenzione), divengono inevitabili alcune domande. La prima è sulla mancata percezione del Ministero della situazione di sovraffollamento delle carceri, che genera questi provvedimenti di taglio pene da parte dei Tribunali di Sorveglianza. La seconda è sul significato personale di un tale accanimento. Dà fastidio la mia battaglia da destra per ottenere delle carceri meno folli e più funzionali alla riduzione della recidiva al crimine? Si vuole dare una punizione esemplare a chi nella condizione di detenuto ha denunciato questo problema? Al Ministero della Giustizia non hanno niente di meglio da fare? Per rispondere a queste domande non posso non rinnovare la richiesta formale di un colloquio con il Ministro Nordio per illustrargli la situazione reale delle carceri italiane di cui evidentemente a lui non viene reso conto. Questo dal punto di vista politico, mentre dal punto di vista giudiziario sarà la Cassazione a spazzare via questo assurdo e infondato ricorso".Il legale, "situazione inconcepibile""Da difensore - ha commentato Edoardo Albertario, legale di Alemanno - ritengo inconcepibile quanto venuto a mia conoscenza stamattina. Attendiamo di leggere le motivazioni di questo ennesimo ricorso su una questione oramai totalmente definita dal punto di vista giuridico. Non possiamo far altro che ritenere, a questo punto, che si tratti di una presa di posizione che nulla ha a che fare con l'oggetto della riduzione di pena ottenuta da Alemanno mesi fa, ossia il sovraffollamento carcerario. Al di sotto dei 3 metri quadri pro capite per detenuto si è nell'ambito della detenzione inumana e degradante e pertanto spetta al detenuto stesso una riduzione di pena. Non siamo noi a dirlo, bensì la magistratura in maniera unanime che prende le mosse dalla Corte Europea dei Diritti dell'Uomo".