AGI - L' Iran ha interrotto negli ultimi due giorni gli attacchi sulle basi Usa nel Golfo Persico, visto che gli Stati Uniti hanno sospeso i bombardamenti. "Le ultime due notti, gli americani hanno fermato i loro attacchi. Poiché la nostra strategia si basa essenzialmente sulla ritorsione, abbiamo fermato anche le nostre operazioni", ha dichiarato il portavoce Mohammad Akraminia in un'intervista alla televisione statale."La posizione dell'Iran rimane quella di rispondere colpo su colpo: se gli attacchi cessano, anche l'Iran interrompe le sue operazioni", ha spiegato la fonte, "questo messaggio è già stato trasmesso agli Stati Uniti". Nonostante ciò il funzionario ha precisato che, in seguito allo stop dei raidi americani, "prevale lo scetticismo piuttosto che l'ottimismo" in quanto "l'opinione prevalente è che la cessazione sia tattica e non genuina". Vedremo nei prossimi giorni quali sviluppi ci saranno.NYT, perchè Trump si è fermatoSecondo Il New York Times, il presidente Donald Trump per il momento ha sospeso i piani volti a intensificare in modo significativo gli attacchi statunitensi contro l'Iran, dopo che alti vertici militari hanno avvertito che tale mossa potrebbe esaurire pericolosamente le scorte di missili intercettori Patriot e di altri missili di difesa aerea necessari a proteggere le forze statunitensi in Medio Oriente.Secondo l'articolo, l'amministrazione sta valutando tali vincoli militari insieme ai rischi di un'escalation regionale più ampia, pur continuando a esercitare pressioni economiche e lasciando aperta la porta alla diplomazia. Se confermata, la decisione evidenzia come le scorte limitate di munizioni fondamentali per la difesa aerea stiano influenzando sempre più le opzioni militari degli Stati Uniti man mano che il conflitto prosegue.Potrebbero essere stati il vicepresidente americano JD Vance e il capo di Stato maggiore interforze, il generale Dan Caine, a frenare sull'ipotesi di un'escalation nella guerra in Iran. A quanto raccontato dalla Cnn, che conferma le indiscrezioni del New York Times, entrambi hanno espresso preoccupazione per una possibile nuova massiccia operazione durante la riunione convocata venerdì alla Casa Bianca dal presidente Donald Trump. Caine ha prima chiarito che avrebbe potuto avere successo in caso di offensiva, ma ha poi lanciato l'allarme per le scorte statunitensi di munizioni e per un rischio di effetto domino nella regione. Non è chiaro se siano stati il vicepresidente e il generale con le loro parole a convincere Trump a sospendere i raid - da due notti il Centcom non attacca - nè se e quanto la pausa durerà. Avvertimento dell'esercito iranianoIntanto, l'esercito iraniano - sempre tramite il portavoce Akraminia - ha avvertito che il conflitto in Medio Oriente si allargherebbe se gli Stati Uniti si facessero convincere dal premier israeliano Benjamin Netanyahu a continuare i bombardamenti. "Ritengo che, se gli americani dovessero ancora una volta cadere nell'inganno dei sionisti, o agire in linea con loro, e insistere nel proseguire la guerra, in particolare attraverso attacchi aerei, il conflitto si espanderà ulteriormente dal punto di vista geografico", ha dichiarato alla televisione di Stato.Le condizioni di Mojtaba KhameneiIntanto, il suocero dell'Ayatollah, Gholam Ali Haddad Adel, membro del Consiglio per il Discernimento iraniano, ha detto all'agenzia Ilna che la Guida Suprema iraniana, Mojtaba Khamenei, è "in buona salute". "Al momento, a causa di determinate circostanze, non è in contatto con nessuno o con alcuna entità, ma è in buona salute", ha affermato il funzionario, la cui defunta figlia Zahra aveva sposato Mojtaba Khamenei. L'attuale Guida Suprema non si vede in pubblico dal 28 febbraio scorso, giorno dell'attacco israelo-statunitense in cui perse, oltre alla stessa consorte, il padre e predecessore Ali Khamenei, la sorella e il marito e la figlia di quest'ultima.Secondo numerose fonti, Mojtaba Khamenei sarebbe rimasto ferito in modo grave nel raid che, secondo alcune ricostruzioni, lo avrebbe lasciato sfigurato e mutilato. Eletto nuova Guida Suprema lo scorso 8 marzo, il cinquantaseienne ha da allora comunicato solo tramite messaggi scritti diffusi dai media statali o dai profili social a lui attribuiti. Il mistero sulla sua sorte ha dato la stura alle ipotesi più disparate, tra chi ritiene che l'ayatollah sia ricoverato in Russia e chi assicura che abbia partecipato, mascherato, alle esequie del genitore.