Morte Fakir, un medico avrebbe fatto la differenza? La posizione delle società scientifiche

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Intervengono anche le società scientifiche dell’area emergenza-urgenza nella drammatica vicenda della morte di Abderrahim Fakir, deceduto a Bologna durante un intervento delle forze dell’ordine. “In questi giorni è stato affermato che la presenza di un medico fin dall’inizio dell’intervento avrebbe probabilmente evitato il decesso”, si legge nel position paper sottoscritto da nove società scientifiche. Allo stato attuale però “tale affermazione non può essere considerata una conclusione scientificamente fondata”, sottolineano nel documento Aies, Cosmeu, Hems, Siaarti, Aniarti, Gft, Irc, Siems e Simeu.Morte Fakir, la posizione delle società scientifiche Solo un accertamento rigoroso infatti “può consentire di individuare eventuali responsabilità e soprattutto comprendere quali insegnamenti possono essere tratti per migliorare il sistema”. Stabilire se un evento fosse evitabile “richiede l’analisi completa della documentazione clinica, delle registrazioni della centrale operativa, degli esiti autoptici e dell’intera sequenza temporale degli eventi. Anticipare tali conclusioni significa sostituire le opinioni alle evidenze”, precisano i firmatari. Evitare rappresentazioni parzialiPer le società scientifiche ridurre un evento complesso come “la gestione di una persona con grave agitazione psicomotoria” soltanto alla “presenza o all’assenza di una singola figura professionale, significa offrire una rappresentazione parziale di una realtà organizzativa molto più articolata”, che coinvolge, oltre alla centrale operativa, gli equipaggi territoriali, impronto soccorso, gli specialisti consulenti, le forze dell’ordine e spesso anche i volontari del soccorso. “L’analisi di un evento complesso – proseguono gli esperti – non deve ricercare un colpevole da indicare all’opinione pubblica, ma deve contribuire a individuare interventi organizzativi, formativi e professionali capaci di rafforzare l’intero sistema dell’emergenza-urgenza”. Una tragedia come quella occorsa a Fakir, dunque, “non può e non deve diventare l’occasione per sostenere interessi di categoria o modelli organizzativi precostituiti. Il dibattito scientifico – concludono – deve rimanere libero, rigoroso e orientato esclusivamente alla tutela dei cittadini, alla sicurezza degli operatori e alla qualità delle cure”. Questo articolo Morte Fakir, un medico avrebbe fatto la differenza? La posizione delle società scientifiche proviene da LaPresse