Ricompensare la camminata funziona. Il modello britannico

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La sedentarietà è l’epidemia invisibile del nostro secolo. La decisione con cui NHS England — il sistema sanitario pubblico del Regno Unito — ha lanciato il piano Movement 26.2 ha segnato un punto di svolta nel dibattito sulla salute pubblica europea. Il programma invita i cittadini a percorrere l’equivalente di una maratona al mese (circa 30 minuti al giorno di camminata), tracciando i passi tramite smartphone o smartwatch e offrendo in cambio un sistema graduale di premi, buoni acquisto e incentivi concreti forniti da aziende partner. L’obiettivo dichiarato è coinvolgere subito 100.000 partecipanti.Guardando al contesto italiano, i dati diffusi dall’Istat per l’anno 2025 confermano l’urgenza di intervenire: nonostante un lieve calo rispetto all’anno precedente, la sedentarietà resta un problema strutturale che affligge ancora il 30,8% della popolazione. A questo si aggiunge un profondo divario territoriale: nel Mezzogiorno la quota di chi non pratica alcuna attività fisica sale al 41,2%, contro il 26% del Centro e appena il 20,3% del Nord. Le conseguenze fisiche sono dirette e preoccupanti, con il 46,4% degli adulti in sovrappeso.Inoltre, tale livello di inattività comporta ripercussioni ormai insostenibili per le finanze pubbliche, mettendo a rischio la stabilità stessa del Servizio Sanitario Nazionale. Come rilevato dal report Osservatorio Valore Sport 2025 di The European House – Ambrosetti, la sedentarietà genera un costo annuo per il Paese pari a 6,7 miliardi di euro. Un conto salatissimo per l’Italia, che si posiziona oggi al quarto posto tra i Paesi più sedentari dell’area Ocse. Investire nella “cultura del movimento” non è quindi solo una priorità medica, ma una vera e propria manovra di sostenibilità economica: invertire la rotta e realizzare gli obiettivi della Roadmap ‘2050 – Italia in Movimento’ – un piano sistemico che va dal dimezzamento dei tassi di sedentarietà all’ammodernamento strutturale dell’impiantistica sportiva e scolastica – permetterebbe di risparmiare fino a 77,4 miliardi di euro di spesa sanitaria cumulati da qui al 2050.Eppure, la soluzione per rimediare non richiede trattamenti complessi o anni di ricerca: basta camminare, ogni giorno. La letteratura scientifica parla chiaro. Una meta-analisi pubblicata nel 2023 sull’European Journal of Preventive Cardiology, condotta su 227.000 persone seguite per sette anni, mostra che una riduzione della mortalità per tutte le cause è già osservabile a partire da 4.000 passi al giorno, con un calo del 16% della mortalità cardiovascolare. Una sintesi analoga, guidata dall’Università di Cambridge su 160.000 persone, individua a 7.000 passi quotidiani la soglia in cui i benefici si stabilizzano: a questo livello, il rischio di mortalità prematura si dimezza rispetto a chi ne fa solo 2.000. L’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal canto suo, raccomanda dai 150 ai 300 minuti di attività moderata a settimana. Si tratta di obiettivi ampiamente raggiungibili nella vita di tutti i giorni, senza blocchi di partenza né equipaggiamenti speciali.Ricompensare la camminata funziona, perché il sistema di ricompensa risponde a un bisogno ben identificato del cervello: quello della gratificazione immediata. I nostri 15 milioni di utenti lo dimostrano chiaramente. Da quando utilizzano Macadam, camminano in media il 25% di passi in più ogni giorno. L’obiettivo non è creare un esercito di atleti, ma reintegrare il movimento nel cuore di quotidianità divenute troppo sedentarie e, soprattutto, instaurare un’abitudine duratura. Questa è la vera chiave.Il governo britannico lo ha compreso perfettamente. Oggi, quando dialoghiamo con le istituzioni, c’è ampia condivisione sui danni della sedentarietà, ma il tema resta sottovalutato ed è ancora raro affrontare la salute pubblica sotto l’angolo della prevenzione anziché della cura. Si analizza, si fa ricerca, si cura. Ma un gesto semplice può a volte evitare molti mali.In Macadam, nutriamo la ferma convinzione che arginare l’avanzata della sedentarietà richieda un’azione corale e su vasta scala. Per realizzare un autentico cambio di paradigma, è tuttavia imprescindibile operare in sinergia, coinvolgendo attivamente il tessuto imprenditoriale, l’ordine medico e le istituzioni. È il momento di trarre ispirazione dal modello britannico, elevando la lotta alla sedentarietà a vera priorità strategica nazionale e unendo le risorse per rimettere, finalmente, l’intero Paese in cammino.