Il Tribunale del Lavoro di Milano ha condannato l’eurodeputata Ilaria Salis a risarcire con più di 300mila euro due ex collaboratori a cui avrebbe annunciato il recesso anticipato del contratto di lavoro senza giusta causa. Le sentenza di primo grado, che risale allo scorso marzo, è stata commentata con una nota dalla stessa Salis, che ha scritto: “Si tratta di una decisione che contesto integralmente e che ho già impugnato. Il procedimento è attualmente pendente in appello e sono pertanto fiduciosa che il successivo grado di giudizio consentirà di accertare correttamente i fatti”. “La decisione di interrompere la collaborazione con i due assistenti non è stata arbitraria, improvvisa né priva di motivazioni”, ha dichiarato Salis. “Era diventata, al contrario, necessaria per tutelare il corretto esercizio del mio mandato parlamentare, le risorse pubbliche affidate alla mia responsabilità e, in ultima analisi, le persone che rappresento”, si legge ancora nella nota, in cui l’eurodeputata parla di “un profilo particolarmente grave, ai limiti del surreale. Non ho avuto la possibilità di difendermi nel giudizio di primo grado (svoltosi in mia assenza e a mia insaputa) perché, pur essendo perfettamente note le modalità con cui notificarmi gli atti – sarebbe stato sufficiente inviare una comunicazione alla mia casella di posta elettronica o alla mia PEC –, la notifica non mi è mai pervenuta. Data la mia incolpevole assenza, il Tribunale ha pronunciato la propria decisione esclusivamente sulla base degli elementi acquisiti dai ricorrenti. Confido che il giudizio di appello possa fare piena chiarezza sulla vicenda”.Rampelli (FdI): “Da Salis atto meschino che umilia lavoratori”Non si sono fatti attendere i commenti. Tra i primi a dire la propria, il vicepresidente della Camera dei deputati, Fabio Rampelli (Fratelli d’Italia): “C’è chi difende il lavoro e i lavoratori con le chiacchiere e chi, come Ilaria Salis, sceglie persino di umiliarli. Licenziare senza giusta causa i propri collaboratori è un atto meschino che mette alla porta persone dall’oggi al domani e che non permette loro il tempo per riorganizzare la propria vita. Per fortuna, il diritto del lavoro esiste e viene applicato, diversamente dalle occupazioni abusive di casa altrui, così Ilaria Salis è stata condannata a risarcirli con oltre 300mila euro. Era facile fare la paladina degli ultimi a chiacchiere, un po’ più difficile mettere in pratica le belle parole. Siamo abituati, in fondo, al comportamento della sinistra: gratta gratta, sotto al rosso c’è sempre un conto in banca”. Questo articolo Ilaria Salis condannata per il licenziamento di due ex collaboratori proviene da LaPresse