“Una maggior esposizione al sole protegge dal melanoma“. Basta questo incipit per far venire i brividi, specie perché a fare certe affermazioni sui social – in video diventati virali – è un’oncologa. Mentre si moltiplicano like e critiche – e scende in campo anche la SIDeMaST, la Società Italiana di Dermatologia e Malattie Sessualmente Trasmesse – giova prendere in prestito le parole del massimo esperto di melanoma, uno scienziato che il mondo ci invidia: il professor Paolo Ascierto, intervenuto sulla questione sui suoi profili e con LaSalute di LaPresse.“La radiazione ultravioletta (UVA e UVB) penetra nelle cellule cutanee causando mutazioni genetiche. L’accumulo di questi danni nel tempo è la causa primaria dei tumori della pelle, tra cui il melanoma, uno dei più aggressivi. Le scottature non sono un banale fastidio: Raddoppiano il rischio di sviluppare un melanoma nel corso della vita, specialmente se prese in età infantile o giovanile. La nostra pelle ‘ricorda’ ogni singola ustione”, scandisce Ascierto, segnalandoci i risultati di uno studio Iarc (International Agency for Research on Cancer” secondo cui i raggi UV sono responsabili di oltre l’80% di casi di melanoma nel mondo.E la crema solare? “È un presidio di protezione, non un nemico: sostenere che i filtri solari facciano male o che sia meglio ‘abituare la pelle senza protezione’ è una falsità priva di qualsiasi riscontro scientifico. La protezione ad ampio spettro (SPF 30 o 50+) è il nostro scudo principale”. E ancora: “L’abbronzatura non è un segno di salute: è la risposta di difesa della pelle che tenta di proteggersi da un’aggressione esterna producendo melanina”, chiarisce l’ordinario di Oncologia alla Federico II di Napoli, presidente della Fondazione Melanoma. Ma che è successo?Il video e i messaggi sul vero effetto del sole sulla pelle e sul melanoma“È in circolazione un video su Instagram che fa passare messaggi del tutto distorti, quando non apertamente falsi, su temi delicatissimi che riguardano l’esposizione solare e l’uso delle creme protettive”, chiarisce Ascierto. “I falsi messaggi sono di per sé negativi, ma quando mandati da medici sono estremamente pericolosi. È evidente e innegabile che i raggi UV siano cancerogeni e la principale causa di tumori della pelle. Negarlo è mistificazione e follia. Un albino (malattia che non fa produrre melanina alla pelle) in Paesi ad alta esposizione solare svilupperà, se non adeguatamente protetto, già in giovanissima età e con certezza assoluta, numerosi tumori cutanei”, rincarano la dose i dermatologi Sidemast.Nel mirino il “video pubblicato sui social da Debora Rasio, nutrizionista e specialista in Oncologia, nel quale afferma che ‘è falso che il sole faccia venire il melanoma’, definisce ‘tossiche’ le creme solari e richiama un’analisi della coorte UK Biobank, pubblicata nel novembre 2023 su ‘Cancer Epidemiology, Biomarkers & Prevention‘. I benefici del sole per la pelle“L’eccessiva e scorretta esposizione solare è il principale fattore di rischio di tumore alla pelle e di melanoma. È però altrettanto importante evitare messaggi semplicistici nel senso opposto: prendere il sole non è di per sé dannoso. Una corretta esposizione solare apporta benefici all’organismo, tra cui la sintesi della vitamina D. Ciò che aumenta il rischio di tumori della pelle è un’esposizione eccessiva e non protetta, soprattutto nelle ore centrali della giornata, associata a esposizioni prolungate e a scottature solari ripetute”, scandicono i dermatologi. Creme solari, pelle e melanoma“È inoltre importante ribadire che non esistono evidenze scientifiche che dimostrino un effetto cancerogeno delle creme solari. Al contrario, si tratta di prodotti regolamentati, sottoposti a una rigorosa disciplina europea e a continue verifiche di sicurezza e a un costante monitoraggio da parte delle autorità competenti. I filtri solari autorizzati sono progettati per agire sulla superficie della pelle, senza oltrepassarne gli strati superficiali né determinare un assorbimento sistemico. Utilizzate correttamente, le creme solari rappresentano uno degli strumenti più efficaci, insieme agli altri comportamenti di fotoprotezione, per ridurre il rischio di tumori cutanei”, affermano i vertici SIDeMaST.Le raccomandazioni per vacanze in saluteCosa fare? “Per l’ennesima volta raccomandiamo prudenza e intelligenza a chi sta andando in ferie, per evitare di dover rimpiangere in futuro le azioni di oggi. Inutile controbattere una tesi costruita sulla estrapolazione di un dato e non sull’analisi del lavoro scientifico, che afferma esattamente l’opposto di quanto riportato dalla collega oncologa: il lavoro citato conclude che la principale causa dei tumori cutanei è l’esposizione agli UV e raccomanda protezione e prevenzione in tal senso, anche con la corretta applicazione di creme solari“. Le sirene dei social e il senso critico che salva la vitaI dermatologi, indignati, si schierano in massa contro questi messaggi pericolosi. “A preoccuparmi di più – ci dice Paolo Ascierto sono due affermazioni: quella che il sole non fa venire il tumore della pelle, mentre i raggi sono cancerogeni e ormai questo è indiscusso. Poi c’è la pubblicazione chiamata in causa per dire che le creme non servono a niente, perché chi diceva di averle messe aveva più probabilità di melanoma. Questo accadeva perché in quello studio chi metteva la crema stava più tempo al sole e la applicava male. Insomma, la crema sicuramente protegge, ma da sola non basta. Bisogna applicarla ogni due ore e dopo ogni bagno”. Ma dal canto suo l’esperto di melanoma nota anche un aspetto positivo: “Guardando la sezione commenti sotto quel video, sono stato felicemente sorpreso nel vedere che moltissimi di voi non ci cascano più – commenta l’oncologo del Pascale di Napoli – Tanti utenti stanno smentendo quelle assurdità nei commenti, pretendendo fonti e difendendo la scienza”. “Questo dimostra che il senso critico sta crescendo ed è la dimostrazione che l’informazione corretta, pian piano, fa breccia. La regola d’oro resta sempre la stessa: evitate l’esposizione nelle ore centrali della giornata (11.00-16.00), applicate la crema protettiva in quantità adeguata e fate controllare periodicamente i vostri nei da un dermatologo”. Perchè la prevenzione non è un’opinione, magari fuori dal coro e con l’apparenza di essere coraggiosa, perché dissonante. La prevenzione del melanoma “è scienza basata su decenni di dati”, conclude Ascierto, che al sole usa “una crema solare 50+ con filtri fisici a base di ossido di zinco”. Insomma, non cadiamo nella trappola, riconosciamo le insidie del canto delle sirene e – come Odiseeo – salviamoci la pelle.Questo articolo Sole e melanoma, la dottoressa influencer e il vero effetto di raggi UV e filtri sulla pelle proviene da LaPresse