Caos Nazionale, Maldini e Leonardo lasciano: per il ct Conte-Mancini in pole, oggi il consiglio federale

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Tutto da rifare, si torna al punto di partenza. Ed è caos Nazionale. Dopo poco più di due settimane Paolo Maldini e Leonardo lasciano i rispettivi ruoli di dt e di advisor della Nazionale. Il largo progetto di durata decennale che doveva ridare linfa al calcio italiano evapora prima ancora di nascere al termine di una giornata fitta di colloqui, telefonate, tentativi di intesa mai davvero efficaci. L’intransigenza di Maldini che aveva paventato dimissioni qualora fosse saltato il nome di Pirlo nonostante il caso Russia, ha avuto la meglio sull’opportunità di non far saltare il banco e gettare via quel modello di riforme di lunga durata che aveva messo in piedi per rilanciare l’intero movimento nazionale del calcio. L’ex campione rossonero avrebbe comunicato direttamente a Malagò la sua scelta, non accettando alcun tipo di compromesso.Incassato il no di Guardiola, ‘saltato’ Andrea Pirlo per il suo ruolo di testimonial di una compagnia di scommesse russe che avrebbe creato quantomeno problemi di opportunità, ad un certo punto era anche spuntato un nome nuovo sul tavolo della Figc. Quello di Thiago Motta, alla vigilia di un Consiglio federale che sembrava poter segnare una svolta sull’identikit del futuro ct. Un profilo giovane, di prospettiva, dal gioco moderno e con quelle credenziali che si avvicinerebbero a quelle richieste dal Club Italia. Ma è sembrato più una ipotesi che altro, un tentativo effimero per provare a trovare un’intesa tra le parti affidandosi ad un nome che potesse tenere tutto in equilibrio. Una scelta che non è mai davvero decollata proprio perché le parti sono rimasti distanti dopo la bocciatura di Pirlo, fallendo il tentativo di ricucire ed evitare quella “pessima figura”, come l’ha definita il ministro dello Sport, Andrea Abodi, che potesse davvero dare una svolta. Per Maldini e Leonardo la scelta tecnica era un principio inderogabile e non sono tornati sui loro passi. Così adesso per la panchina azzurra a prendere nuovamente forma sono rimasti i due nomi che erano sul tavolo, ovvero i due ex ct Antonio Conte e Roberto Mancini. Perchè l’ultima parola è e resta quella del presidente federale che, nell’incontro con le componenti, ha riproposto proprio le due figure che fin da subito, da quando ad aprile si era dimesso Rino Gattuso, sono sembrate le più idonee e spendibili per ripartire. Conte è il grande favorito ma soprattutto il preferito dei club di A che l’hanno sponsorizzato fin da subito, Mancini è amico personale del presidente federale e compagno di tante partite di calcetto al circolo Aniene. “Sto lavorando, a breve saprete tutto. Martedì in Consiglio ci saranno delle novità sul ct”, ha dichiarato Malagò dopo la mancata nomina di Andrea Pirlo prima che arrivasse la comunicazione di Maldini e Leonardo. La situazione è tesa e complessa. E in risposta alle dichiarazioni del ministro Andrea Abodi, che sul caso aveva detto “bisogna rimediare alla brutta figura“, ha replicato: “Bisogna vedere chi l’ha fatta la brutta figura. Devo dire che il mondo di Abodi, con il quale oggi ho ottimi rapporti, è uno di quei mondi che non può parlare di brutte figure che ce ne sono state tante da tante parti”. Il Consiglio federale di oggi, mai così atteso, proverà a chiudere una parte di questa telenovela trovando l’intesa su un nome ora che non c’è bisogno di passare per una scelta condivisa. Lasciata la sede della Federcalcio da una uscita secondaria, senza rilasciare altre dichiarazioni, si preparerà al Consiglio per comunicazioni ufficiali sulla situazione che ha l’urgenza di definirsi ora in tempi brevissimi. “Non sapevamo del caso Pirlo-Russia. Non siamo abituati a certe situazioni, Malagò tra l’altro non ci ha fatto nomi”, ha fatto sapere con un certo sconcerto il presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete, all’uscita dalla riunione con i vertici federali. “Il colloquio di oggi è partito dalla trattativa con Guardiola e successivamente l’indicazione di Pirlo dopo i quali sono emersi i problemi che ormai tutti conoscono” – ha aggiunto -. “Dopo c’è stata la non accettazione di Maldini e Leonardo, chiamiamole dimissioni ma penso che ancora non siano state formalizzate. Noi abbiamo sentito la notizia mentre uscivamo dall’ufficio del presidente, fino a 45 minuti fa pensavamo alle alternative volute dal dt e dall’advisor. Ora dobbiamo ripartire da un progetto serio”. Dal via, come se nulla fosse accaduto. Questo articolo Caos Nazionale, Maldini e Leonardo lasciano: per il ct Conte-Mancini in pole, oggi il consiglio federale proviene da LaPresse