-1-Qualcuno si è ricordato di Indro Montanelli? Sì, il grande milanese – perché i migliori milanesi, come scriveva lui, sono quelli che non sono nati a Milano – di cui ricorreva ieri il 25esimo della morte. Sì, proprio il grande giornalista. Quello che si è preso le pallottole nelle gambe, quello che ha mandato a quel paese Silvio Berlusconi, quello che non le mandava a dire a nessuno. Neppure a se stesso (e infatti ancor oggi è nei guai per una trasmissione tv in cui diceva cose su se stesso). Ma con signorilità e uno stile incredibile. Un grande di Milano, che non avrebbe voluto statue perché non voleva che gli uccelli “gli sporcassero la testa”. Tutto avrebbe potuto pensare, ovviamente, tranne che a sporcargli la testa ci sarebbe stata un’orda di incolti deficienti che non hanno letto neppure un suo articolo. Tutto avrebbe potuto pensare tranne il fatto che per i cinque lustri dalla sua morte sarebbe stato bellamente ignorato dalla città che più ha amato. Ma ci sarà tempo di rimediare.PS. Per chi deve venirmi a raccontare la storia della sposa bambina: siete come quelli che tirano giù le statue di Churchill dicendo che era un razzista. I giudizi storici non si applicano retroattivamente (altrimenti dovremmo condannare tutte le popolazioni del pianeta prima del 1960, essendo di fatto tutte razziste, schiaviste, omofobe, maschiliste eccetera eccetera)-2-Salvate il soldato Bernardo. Anzi no, si salva da solo. Grande polemica sul fatto che Luca Bernardo, candidato sindaco (la volta scorsa) da Matteo Salvini, poi promosso capogruppo di Forza Italia in base alla dottrina forzista che chiunque arriva deve avere un grado sulla spalla, sia passato al generale Roberto Vannacci. Il quale – essendo un furbacchione – fa incetta di qualunque cosa perché sta facendo capire all’Italia che i reietti, gli ultimi, i rinnegati con lui hanno una chance. Il contrario della politica “dell’ottimo e del migliore” che deve governare e che poi – alla prova dei fatti – non può far altro che fallire (perché piazza l’asticella troppo in alto). Ma torniamo a Bernardo: passa a Vannacci! Dalli a Bernardo. Povero Bernardo, io lo capisco. Sei passato alla storia come la candidatura più debole di Milano (ce ne furono di peggio, ma la gente ha la memoria corta). Eppure candidatura a zero euro, zero idee, zero impegno da parte dei partiti. Gli stessi partiti che poi dicono, ogni ventiduesecondi che “mica possiamo fare come con Bernardo”. E’ diventato un meme politico, Bernardo. Il quale, legittimamente, vuole andare avanti a fare politica. Ci sarebbe stato posto per lui in Forza Italia? No. Ci sarebbe stato posto nella Lega? No. Ci sarebbe stato posto in Fdi? Macché. E quindi? Era logico e scontato che andasse con Vannacci. Che poi, sarà libero di fare quel che vuole?-3-Non salvate il soldato Pacini perché non rischia proprio nulla. Lorenzo Pacini, che va dalla Zanzara di Cruciani e dice che contro Vannacci lui è pronto a prendere i fucili come i partigiani. Apriti cielo! All’armi all’armi, c’è il comunista. Sì vabbè. Comunista di zona 1, dove deve andare a prenderli i fucili? Poi gli dovrebbero spiegare come usarli… Interviene pure Schlein che dice che ha sbagliato. Io non lo so, sarà che conosco Pacini e so perfettamente a che gioco sta giocando (è in campagna elettorale, e da un pezzo, per conquistare la sinistra del Pd). E so che gongola, e non poco. Quanta notorietà, tutta gratuita, per una cazzata detta in radio. Secondo me manderà una cassa di vino buono a quelli di Fdi che lo stanno attaccando, e pure a parte della nomenklatura Pd che li asseconda. L'articolo Stupidario estivo milanese proviene da Nicolaporro.it.