Alzheimer e nuovi farmaci, Lilly non si arrende: l’impegno con Aifa e i pazienti

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Novità nell’accidentato iter di valutazione per la rimborsabilità di donanemab, uno dei due nuovi anticorpi monoclonali contro l’Alzheimer finiti sotto la lente di Aifa. Eli Lilly Italia annuncia l’impegno a garantire ai pazienti italiani l’accesso alle opzioni terapeutiche approvate, proseguendo nel dialogo con le istituzioni e mettendo a disposizione strumenti concreti per non lasciare ‘scoperti’ i pazienti candidabili al trattamento con questo farmaco in grado di ‘rallentare’ il cammino della malattia che ruba i ricordi. “Il nostro impegno è dare a ogni paziente che possa beneficiarne l’accesso all’innovazione nata dalla nostra ricerca, indipendentemente da dove vive o dalle sue possibilità economiche”, scandisce Elias Khalil, presidente e amministratore delegato di Eli Lilly Italy Hub, annunciando un pacchetto di iniziative ad hoc.Le iniziative dopo lo stop alla rimborsabilità dell’anti-AlzheimerMa di che si tratta? Dopo il ‘semaforo rosso’ della Commissione Scientifica ed Economica del Farmaco (Cse), che metà giugno ha confermato la non ammissione alla rimborsabilità delle due specialità medicinali a base dei principi attivi lecanemab e donanemab (Leqembi* e Kisunla*), Lilly ha presentato le proprie osservazioni all’Agenzia di via del Tritone, accompagnandole con proposte che mirano a ridurre al minimo l’impatto economico di eventuali insuccessi terapeutici sulle risorse pubbliche.L’anticorpo monoclonale anti beta-amiloide è indicato per il trattamento della malattia di Alzheimer in fase iniziale ed è stato autorizzato dall’Ema (Agenzia europea dei medicinali). “In attesa della definizione dei criteri per l’eventuale rimborsabilità da parte del Ssn, e affinché l’accesso alle cure non dipenda dalle possibilità economiche del singolo, Eli Lilly Italia inizierà a lavorare a collaborazioni con i principali centri specialistici nazionali per rendere donanemab disponibile ai pazienti candidabili”, si legge in una nota.Inoltre l’azienda sta lavorando a intese con operatori specializzati che consentano ai pazienti di sostenere il costo della terapia con strumenti pensati, in particolare, a tutela dei pazienti economicamente più fragili. Il programma di uso compassionevoleSoluzioni che “consentiranno l’accesso alle terapie anche a coloro che non hanno potuto beneficiare del programma di uso compassionevole, grazie al quale oltre 200 pazienti in 16 regioni italiane hanno ricevuto il trattamento a titolo gratuito (e per i quali verrà garantita la continuità terapeutica fino al termine del percorso di cura)”.Il programma di ricercaL’impegno di Lilly contro la malattia di Alzheimer non si esaurisce con donanemab. L’azienda continua a investire nella ricerca e sviluppo, con l’obiettivo di ampliare progressivamente le opzioni terapeutiche a disposizione dei pazienti, fino al traguardo di una cura risolutiva. Un obiettivo sfidante e ambizioso, che il gruppo ha nel mirino da tempo.Dal canto suo, Elias Khalil ha le idee chiare: “Continueremo a lavorare con le istituzioni perché queste terapie possano essere rese accessibili attraverso il Servizio Sanitario Nazionale e, nel frattempo, faremo la nostra parte affinché nessun paziente candidabile resti senza una possibilità di cura per ragioni economiche. L’approvazione europea di donanemab è un primo, importante traguardo nella lotta all’Alzheimer, ma per noi è solo l’inizio: non ci fermeremo finché la scienza non ci consentirà di offrire ai pazienti una cura definitiva”.Questo articolo Alzheimer e nuovi farmaci, Lilly non si arrende: l’impegno con Aifa e i pazienti proviene da LaPresse