Novak Djokovic non si arrende all’età, pur consapevole dei limiti del proprio tennis ora che ha 39 anni. L’ex numero 1 al mondo, attuale numero 7 della classifica Atp, ha spiegato che cosa continua a spronarlo a giocare nel programma “The Shop” al Fanatics Fest di New York. Con lui sul palco altre stelle dello sport mondiale, come il campione NBA LeBron James.Djokovic ha iniziato il suo discorso partendo proprio dalla differenza che c’è nella percezione di sé stessi a livello di corpo, che si stanca sempre più facilmente, e mente, che invece spinge per continuare a giocare ai massimi livelli come fatto negli ultimi 15 anni. “Il cervello ti supporta, ti dice di andare avanti. Bisogna essere ottimisti, sempre positivi”, ha detto il tennista serbo. “È necessario vivere il momento, tanto da perdere la concezione del tempo quando sei in campo. È la sensazione più bella, soddisfa il bambino che è in me“. Djokovic ha poi ricordato l’ultimo incontro con Jannik Sinner, che lo ha battuto in semifinale a Wimbledon: “Ho dato tutto quello che avevo; d’altronde, lo dovevo a me stesso, alla mia famiglia e ai tifosi. Ora come ora, mi ci vuole più tempo per riprendermi da partita come quella contro di lui“. Ma a proposito della voglia di competere con l’attuale numero 1 al mondo e con Carlos Alcaraz, adesso terzo in classifica Atp dopo essere stato superato da Alexander Zverev durante la pausa obbligata causata dal dolore al polso, Djokovic non ha dubbi: “Vorrei prenderli a calci nel sedere tutti i giorni della settimana. Ma, a essere sincero, quando li ho visti giocare, ho notato un netto contrasto di stile con Federer e Nadal. Anch’io ero diverso da loro. Eravamo in tre, ognuno con la propria identità. Sinner e Alcaraz mi ricordano tantissimo me stesso. È come se stessi giocando contro il me stesso di 10-15 anni fa… Mi fa male sentire quella sensazione in campo”, ha scherzato Djokovic. “So come affrontare quel tipo di tennis, so come poterli battere, ma la domanda è: ci riuscirò ancora?”, ha aggiunto il serbo, spiegando che il ricambio generazionale e il livello dei suoi nuovi avversari è fondamentale per mantenere alta la motivazione. “La competizione è una cosa positiva. Devi sempre trovare qualcuno, in campo o anche sugli spalti, che ti spinga a dare il massimo”, ha concluso.Questo articolo Novak Djokovic senza freni su Sinner e Alcaraz: “Vorrei prenderli a calci nel sedere ogni giorno” proviene da LaPresse