Sul caso Roggero c’è una contraddizione che nessuno vuole dire

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La vicenda di Mario Roggero mi ha riportato ad un episodio che ha visto coinvolti Mario Giordano e Vittorio Sgarbi, qualche anno fa, in una puntata di “Cartabianca”: Giordano disse: “La legge è sacra, è l’unica cosa che c’è”; da lì partì, irrefrenabile, il monologo di urla di Vittorio Sgarbi, il quale sosteneva che la legge non fosse sacra.Dico questo perché, al cospetto di una polarizzazione immensa sul caso Roggero, la legge, evidentemente, sacra non lo è. Nello specifico, questa sulla legittima difesa deve essere rivista, o comunque almeno messa in discussione.La premessa è che la condanna di Roggero, basandoci solo sulla legge in vigore, è corretta. La magistratura, come sostiene anche Giuseppe Cruciani, ha soltanto fatto il suo dovere. Non vedo dunque complotti marxisti o antiborghesi da parte dei magistrati, almeno in questo caso, come invece pensano molti sui social.Questa vicenda è una tragedia da qualunque parte la si guardi. In primis, dalla sua: un onesto lavoratore che si è trovato a dover reagire ad un’azione criminale che non aveva chiesto. Ma è una tragedia, ovviamente, anche per coloro che sono morti, i quali hanno ricevuto una “pena” troppo severa, nemmeno espiabile.Pertanto, la mia posizione è piuttosto agnostica. Ho visto il video moltissime volte. E niente, non sono riuscito mai a trovare un parere definitivo: una volta ritenevo che il gioielliere avesse esagerato, la volta successiva, invece, che avesse fatto benissimo. Essendo una tragedia da ogni parte, come detto, ma essendo soprattutto una tragedia che lui non ha minimamente cercato o voluto, sarei assolutamente per la Grazia.In fin dei conti, il gioielliere si sta trovando a scontare una condanna per una reazione psicologica personale. Chi siamo noi per giudicare la sua psiche, dal momento che le consulenze hanno dimostrato che non si tratta di un “pazzo”? Le aree amigdaline della mente rimangono attive anche a distanza di anni o decine di anni, a seguito di un trauma. Figuriamoci dopo cinque secondi.Chi sostiene che fosse violento di suo, portando come esempio l’episodio del 2005, in cui egli si presentò a casa del fidanzato della figlia violentata con una pistola, è in malafede. Gli stessi sostengono che la rapina altro non abbia fatto che rivelare questo lato “oscuro” di Roggero. Dunque, se la sarebbe meritata. Una follia. Come se tutte le persone un po’ impulsive, o che non riescono a gestire il terrore, meritassero una tragedia simile. Questo è il livello del dibattito in Italia.Tornando alla Grazia, dunque, tramite di essa si eviterebbe di aggiungere altro dolore al dolore dei morti, che sono pur sempre persone, e al grande trauma impresso nella sua famiglia, la quale si è anche vista distrutti anni di lavoro onesto per pagare gli ingiusti risarcimenti alle famiglie.C’è un punto, però, che mi fa ritenere l’attuale legge sulla legittima difesa incomprensibile. Ed è un punto cruciale: tramite di esso, infatti, sono sempre i rapinatori e i criminali a dettare legge e ad avere le redini del “gioco”, in caso di aggressione.Mi riferisco al fatto che la difesa debba essere per un “pericolo attuale” e “proporzionata”, come sancito dall’articolo 52 del Codice penale. Non è però propriamente questo ad essere inconcepibile, ma un aspetto ad esso legato.Venendo al punto specifico, infatti, quello che davvero mi sbalordisce è che se Roggero avesse utilizzato la pistola all’interno del locale, sarebbe stata legittima difesa. Lo permette l’articolo stesso, per difendere “i beni propri o altrui, quando non vi è desistenza e vi è pericolo di aggressione”.Il nodo, dunque, è che, a meno che non si vedano arrivare i rapinatori da fuori il locale, estrarre una pistola davanti a gente armata significa avere altissime possibilità di morte: per i rapinatori, ma anche per chi si difende, ovviamente. Dunque, nel caso specifico, la nostra magistratura e la nostra politica avrebbero preferito che, oltre ai rapinatori, morissero magari anche Roggero, la figlia e la moglie.Leggi anche: Mi fa schifo. Ma porca tr*** Cruciani e Giordano, furia sul caso RoggeroGrazia a Roggero, eh no Mattarella: per Minetti era colpa di Nordio, ora tutto potere tuo?Una follia.Invece, lui ha reagito a pericolo passato, quando la sua famiglia non era più in pericolo. Era l’unico momento in cui si poteva difendere. Poi, se avesse sparato alle gambe, sarebbe stato molto meglio, ma in quegli attimi la mente diventa ingestibile.In fin dei conti lo ha pur sempre fatto, come dice l’articolo 52 all’inizio, “per difendere un proprio diritto”: il suo lavoro onesto, decennale, che non merita, ora, di essere rovinato per sempre.È per questo che, tra tutti i dubbi, mi viene da propendere dalla parte di Mario Roggero, oggi. Per salvare il salvabile. Per non aggiungere una tragedia ad un’altra. La legge non è sacra. E, per fortuna, oserei dire.Flavio Maria Coticoni, 22 luglio 2026L'articolo Sul caso Roggero c’è una contraddizione che nessuno vuole dire proviene da Nicolaporro.it.