Regno Unito. Burnham conferma i tagli ai programmi di cooperazione allo sviluppo

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di Alessandra Fabbretti / Dire * – Tre giorni dopo il suo insediamento, il governo Burnham conferma i tagli ai programmi di cooperazione allo sviluppo proposti dal suo predecessore a gennaio, il primo ministro Keir Starmer. Resi noti ora i dettagli della manovra: il Regno Unito, tra le prime economie mondiali e membro del G7, intende ridurre la quota di aiuto pubblico dallo 0,5% allo 0,3% del Prodotto interno lordo entro il 2027. Ciò significherà riduzioni drastiche entro il 2029 degli aiuti internazionali, soprattutto per i Paesi africani. Tra questi, Mozambico, Malawi, Kenya e Tanzania subiranno riduzioni del 90%, Somalia e Sud Sudan del 50%.Si tratta di nazioni particolarmente dipendenti dagli aiuti perché colpite da guerre o conflitti, oppure dalle conseguenze di disastri naturali e crisi economiche, o da entrambi. Ciò avviene in seguito alla chiusura da parte dell’amministrazione Trump di Usaid, l’agenzia degli Stati Uniti per la cooperazione internazionale, e il seguente taglio a milioni di dollari in aiuti: una manovra che ha dato il via a tagli ai budget non solo da parte del Regno Unito ma anche dei principali donatori come Germania e Giappone. Dei Paesi G7, solo l’Italia non ha ridotto gli aiuti. Nonostante gli appelli delle Nazioni Unite e delle organizzazioni umanitarie, che segnalano tagli e riduzioni troppo consistenti ai programmi di emergenza e sviluppo nelle aree più bisognose del mondo a fronte dell’aumento di guerre, dei prezzi dei beni di prima necessità e dei disastri determinati dai cambiamenti climatici, anche il governo di Burnham abbraccia questa linea a favore di una corsa al riarmo nazionale.* Fonte: agenzia Dire.