Il Consiglio dei ministri riunitosi nel pomeriggio ha approvato un disegno di legge che riguarda la presunzione di imputabilità dei minori. Se fino a oggi, cioè, l’imputabilità doveva essere accertata positivamente caso per caso, perché vi era una sorta di presunzione di incapacità di intendere e di volere per chi ha meno di 18 anni, ora non sarà più così.“Con questa norma noi invertiamo l’onere della prova, nel senso che diamo per presupposta la capacità di intendere e di volere per l’ultra 14enne, infra 18enne, salvo la prova contraria che può essere trovata a seguito di indagini”, ha spiegato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, nella conferenza stampa tenutasi a Palazzo Chigi al termine del Cdm. “Vi è un’inversione della concezione nell’incapacità di intendere e di volere. Da ora in poi sarà presunta e, quindi, è soggetta a prova contraria. Non è una presunzione assoluta, è una presunzione relativa”, ha aggiunto. Il provvedimento “più importante che abbiamo approvato riguarda l’imputabilità dei minori tra i 14 i 18 anni. La criminalità minorile è in forte aumento sia quantitativamente che qualitativamente. Noi non abbiamo abbassato l’età per l’imputabilità della persona” da 14 a 13, “quindi rimane quella dei 14 anni e non abbiamo nemmeno inasprito le pene”, ha specificato il Guardasigilli. “Il significato politico è quello di facilitare le indagini, perché partendo dal presupposto che una persona che commette un reato a 16 anni sia presumibilmente cosciente di quello che sta facendo, spetta al diretto interessato dare una prova contraria della sua capacità di intendere e di volere, mentre oggi l’indagine è resa più difficoltosa dal fatto che la presunzione sarebbe opposta. Oggi si presume che quella persona non sia del tutto capace e che l’imputabilità debba essere accertata volta per volta, d’ora in avanti invece sarà il contrario”. “Più che essere collegato a fatti di cronaca recenti, è il tassello finale di una serie di provvedimenti a cominciare dal decreto Caivano che sono stati adottati in questi anni, proprio a seguito dell’aumento della delinquenza minorile. Si tratta”, ha continuato Nordio, “di una sorta di facilitazione delle indagini del processo, perché tutte le norme per quanto riguarda l’età e l’imputabilità sono tutte norme che sono datata dal codice Rocco, dal codice fascista. Mi esprimo così perché era firmato da Mussolini ed è ancora in vigore, come ben sapete, quando i parametri anche psicologici riguardanti l’età erano ben diversi da quelli di oggi, quando era diversa la delinquenza minorile quantitativamente e qualitativamente”. Meloni: “Chi sbaglia deve rispondere, anche i minorenni”“Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne. Oggi il Governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minori”, ha scritto su X la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne. Oggi il Governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minori. Vi spiego cosa cambia e perché. pic.twitter.com/RtCHH7yOGL— Giorgia Meloni (@GiorgiaMeloni) July 23, 2026 “Questa norma colpisce soprattutto chi pensa di essere intoccabile, sfrutta i minori come manovalanza per i propri affari, ma serve anche a punire quei ragazzi che pensano di poter fare come vogliono perché sanno che tanto non accadrà a loro nulla. Oggi il Governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minori. Voglio spiegarvi cosa cambia e perché. Comincio da un principio che noi stiamo cercando di affermare in ogni ambito: chi aggredisce, chi rapina, chi devasta, deve pagare, sempre. Anche se ha 15 o 16 anni. Per questo abbiamo agito e continuiamo ad agire. Arresto per i minorenni sorpresi con un’arma, norme severe contro la diffusione dei coltelli, pene più dure per i danneggiamenti di gruppo. E oggi un passo ulteriore”. Nel video postato sui social, la premier ha proseguito così: “Il nostro ordinamento prevede, attualmente, che un minore tra i 14 e i 18 anni risponda del reato solo se un giudice accerta che fosse capace di intendere e di volere. Con questo provvedimento, quella capacità si presume sempre. Significa che si potrà ancora dimostrare il contrario davanti a un giudice, ma il punto di partenza cambia. Prima si presumeva l’incapacità, oggi si presume la responsabilità. La norma da sola non risolve il problema, né quando si parla dei giovanissimi si può ragionare solo sul piano della repressione. Questo provvedimento è un tassello in un percorso molto più difficile, spesso silenzioso, perché un ragazzo di 15 o 16 anni che diventa violento o commette reati, quasi mai ci arriva da solo. Molto spesso c’è una famiglia che lo ha dimenticato, una scuola che ha perso i contatti, un quartiere dove la sera non c’è nulla, un adulto che ha approfittato del vuoto. Riempire quel vuoto richiede molto lavoro: sostegno alle famiglie, scuola, formazione, lavoro, centri sportivi, spazi di aggregazione, lotta al degrado, presidi nelle aree più difficili. E noi stiamo lavorando su tutti questi fronti, perché tutto si tiene insieme”, ha rimarcato Meloni. “La fermezza senza alternativa non basta, ma le alternative senza fermezza non risolvono il problema. Alcuni risultati si iniziano a vedere e per questo vogliamo insistere, perché uno Stato giusto ha il coraggio di cambiare le regole quando non funzionano e ha il dovere di essere severo con chi sbaglia, ma anche presente con chi rischia di perdersi, perché non c’è vera libertà senza responsabilità”. Bonelli su minori: “Deriva autoritaria del governo”“Le parole di Carlo Nordio sono gravissime. Dopo sei decreti sicurezza e il decreto Caivano, il governo ammette che la criminalità minorile è aumentata. È la prova del fallimento delle politiche della destra: più propaganda, più repressione, meno sicurezza”, ha affermato Angelo Bonelli, parlamentare di Alleanza Verdi e Sinistra e co-portavoce di Europa Verde. “Invece di investire nella scuola, negli educatori, nei servizi sociali, nella salute mentale, nei centri culturali e sportivi delle periferie – abbandonate al degrado, all’emarginazione e alla povertà educativa a causa di tagli del governo ai finanzianti per i servizi sociali , culturali e sportivi – Meloni e Nordio scelgono di rispondere al disagio giovanile con il carcere e con una deriva autoritaria che sostituisce la prevenzione con il sospetto e le politiche sociali con il diritto penale. La sicurezza si costruisce offrendo opportunità, non riempiendo le carceri di ragazzi. Senza una grande politica per l’istruzione, la cultura, lo sport e l’inclusione sociale, il carcere rischia di trasformarsi in una scuola di criminalità, dove si preparano i boss di domani invece di recuperare i cittadini di domani. La destra trasforma i giovani nel capro espiatorio del proprio fallimento”, ha concluso Bonelli Questo articolo Il Cdm dà OK a ddl che prevede l’inversione dell’onere della prova sull’imputabilità dei minori proviene da LaPresse