Sul capo di Chiara Ferragni e della sua Fenice pendono ancora tre cause milionarie di risarcimento per i danni che avrebbe provocato il Pandoro-gate. Due sono in fase avanzata, e le hanno promosse Safilo, colosso degli occhiali (ha chiesto 5,9 milioni di euro) e Angelini Beauty per cui l’influencer avrebbe dovuto lanciare nel 2023 una linea di profumi. La terza in fase più iniziale è stata promossa da Swinger international, gruppo titolare del marchio Genny e licenziatario di Just Cavalli e Versace Jeans Couture, con cui la Ferragni aveva stipulato un contratto nel 2020 per sostituire quelli antichi con i marchi del socio Pasquale Morgese. Le tre cause condizionano il futuro di Fenice, l’azienda più importante della Ferragni. C’è poi ancora la coda del patteggiamento della Ferragni con l’Antitrust italiano, con l’impegno a versare 800mila euro in un triennio ad enti benefici: nei bilanci 2025 di tutte le società dell’influencer non c’è traccia di uscite a questo scopo, ma ci sono ancora due esercizi per rispettare l’obbligo.L’ex socio fa svelare in assemblea le cause e il solo contratto restato con MorellatoA svelare l’incognita sul futuro del gruppo è stato Roberto Calabi, il manager chiamato dalla influencer per risolvere i guai imprenditoriali, durante l’ultima assemblea di bilancio di Fenice che si è tenuta il 29 giugno scorso a Milano. Quel giorno era stata data notizia dell’aumento di fatturato di Fenice che nel 2025 ha incassato 2,7 milioni di euro e del risultato ancora in rosso ma per una cifra non consistente: 64.679 euro. Le due società di Morgese che hanno ancora lo 0,2% di Fenice hanno dato battaglia in assemblea attraverso gli avvocati che li rappresentavano. E hanno chiesto appunto informazioni sui rischi di Fenice, in particolare quello della causa Swinger (meno nota). Calabi ha risposto che «risultano tuttora pendenti i contenziosi con Safilo e Angelini, mentre la controversia con Swinger si trova ancora in una fase preliminare». Solo un contratto commerciale, ha poi svelato il manager della Ferragni, è restato in piedi dopo il caso Pandoro: quello con Morellato. Sempre Calabi ha aggiunto che «l’obiettivo della società sia quello di consolidare la ripresa delle attività mantenendo, al contempo, una struttura dei costi particolarmente efficiente, anche in considerazione del venir meno degli effetti negativi derivanti dal citato procedimento giudiziario».Claudio Calabi con Attilio FontanaCalabi, il taglio di 150 mila euro del suo stipendio e la maxi polizza assicurativa della FerragniCalabi ha provato a raddrizzare la situazione finanziaria e imprenditoriale della Ferragni terremotata dal caso pandoro, e in parte ci è riuscito tagliando con le cesoie i costi. Nel 2026 è lui stesso a dare un contributo, tagliandosi il compenso. Quello da amministratore di Fenice scende da 220 mila a 120 mila euro l’anno e quello da amministratore della holding Sisterhood scende da 70 a 20 mila euro. In tutto un taglio da 150 mila euro. Tbs crew, che insieme a Fenice è stata coinvolta nello scandalo dei pandori, è ancora in sofferenza e nel 2025 ha perso 813.505 euro. «Pur permanendo», scrive Calabi, «elementi di incertezza legati ai tempi e all’intensità del completo recupero del mercato di riferimento, l’organo amministrativo rileva un’evoluzione favorevole rispetto allo scenario registrato nel corso del 2025. Le previsioni economiche elaborate dall’organo amministrativo per l’esercizio 2026, predisposte sulla base delle informazioni attualmente disponibili, evidenziano il raggiungimento di un sostanziale risultato di break-even, sostenuto dalla progressiva ripresa dell’attività commerciale e dal mantenimento delle misure di efficientamento adottate». In cassa alla società la liquidità è scesa da 9,77 a 2,039 milioni di euro, il costo del personale è sceso da 1,057 milioni di euro a 671.594 euro grazie al taglio di un quadro, un impiegato e un operaio rispetto al 2024.Il patrimonio netto distribuibile è ancora di 7,683 milioni di euro e nel 2025 Tbs crew ha sottoscritto una polizza assicurativa a capitale garantito con Banca Fideuram per un valore di 5,5 milioni di euro.Chiara Ferragni in TribunaleIl miracolo di Sisterhood: controlla società tutte in perdita, ma chiude il 2025 in utileC’è anche un miracolo finanziario nell’impero Ferragni: la holding Sisterhood che controlla tre società- tutte in perdita- è invece riuscita a chiudere il 2025 con un utile di 1.245.500 euro. Il miracolo è spiegato in bilancio con una sola voce: «proventi dalle partecipate», che vale 1,5 milioni di euro. A che titolo siano stati corrisposti e da chi però non è indicato. Le tre società controllate sono Fenice, Tbs crew e la società semplice Ferragni enteprise, l’immobiliare che ha la proprietà della casa di lusso a City Life e che in nota integrativa è indicata con una perdita di 422.419 euro nell’ultimo bilancio. Sempre nella nota integrativa di Sisterhood si trova traccia del patto con l’antitrust. «In relazione a quanto disposto dall’art. 2427, comma 1 numero 9 del codice civile si evidenzia che, a seguito dell’accordo intervenuto nel corso dell’anno 2024 tra l’AGCM e la società TBS Crew Srl, la società si è vincolata alla corresponsione in via sussidiaria di un importo pari a 800.000 euro a beneficio di enti benefici, da suddividersi nell’arco di un triennio, qualora la propria controllata non risulti in grado di adempiere all’impegno sottoscritto. Il suddetto impegno potenziale non costituisce di per sè obbligazione alla data di redazione del presente documento».L'articolo Chiara Ferragni trema ancora per tre cause derivate dal Pandoro-gate. Non ancora saldati gli 800mila euro a enti benefici decisi dall’Antitrust proviene da Open.