Inchiesta San Siro, il Riesame: legittimo il sequestro del telefono del Dg del Comune

Wait 5 sec.

Ven, 24 Lug 2026Nelle prossime settimane è attesa la decisione di Cristian Malangone che potrebbe comunque non fornire i codici di sblocco del suo dispositivo agli inquirenti.DiRedazioneCondividi l'articoloPalazzo Marino, sede del Comune di Milano (Image credit: DepositPhotos.com)Nei mesi scorsi il direttore generale Cristian Malangone si era opposto alla richiesta di fornire i codici di sblocco del proprio telefono, sequestrato dagli inquirenti nel merito dell’inchiesta per rivelazioni di segreti e turbativa d’asta nella vendita dello stadio San Siro dal Comune di Milano a Inter e Milan. Argomentazioni che però sono state respinte dal Tribunale del Riesame. A riportarlo è Il Corriere della Sera-Milano.L’argomento adottato il 31 marzo scorso da Malangone faceva riferimento a una «scelta difensiva diretta a evitare una ispezione priva di argini e massiva dell’intero patrimonio digitale». Inoltre, il suo avvocato difensore Domenico Aiello, oltre a lamentare che l’amministratore di sistema del Comune fosse stato incaricato dalla Guardia di Finanza di scaricare dal cloud di Palazzo Marino le mail di Malangone, asseriva l’eccessiva ampiezza delle 340 parole-chiave dei pm, «onnivore» nel tracciare (stando al suo consulente tecnico) 388.000 su 394.000 messaggi di Malangone in sette anni, anziché i soli 2.000 che Aiello concedeva pertinenti allo stadio.Ricorso che, come detto, è stato rigettato dai Galli-Amicone-Ambrosino, che hanno di fatto attestato corretto il doppio filtro tematico e temporale selezionato dai pm Cavalleri-Filippini-Polizzi sul modello delle linee guida della Procura di Roma.«L’apprensione del patrimonio informatico di Malangone non è indiscriminata né esplorativa» perché «i criteri di ricerca sono coerenti con la natura della vicenda indagata», incentrata proprio su «interlocuzioni informali e scambi di informazioni tra soggetti pubblici e privati che tra il 2017 e il 2025 si sarebbero instaurati attraverso la condivisione di bozze di delibere, dettagli tecnici e informazioni riservate». Sui dati estratti, poi, spetterà ai pm «trattenere solo quelli effettivamente pertinenti ed escludere quelli estranei alla finalità probatoria». In pratica, però, il telefono da quattro mesi non è accessibile senza i codici di sblocco. E dunque tocca ora a Malangone decidere se fornirli o continuare a trincerarvisi.(Image credit: DepositPhotos.com)Developed by 3x1010