Beatrice Arnera: «Mi sento bipolare». Da Carlo Verdone al sogno della musica

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C’è chi sceglie una sola strada e la percorre fino in fondo. E poi c’è chi sente il bisogno di esplorare, cambiare direzione, mettere continuamente alla prova il proprio talento. Beatrice Arnera appartiene senza dubbio a questa seconda categoria. Attrice, comica, interprete teatrale e amante della musica, oggi vive un momento particolarmente felice della sua carriera, ma continua a rifiutare qualsiasi etichetta.Ospite del Giffoni Film Festival, l’attrice si è raccontata con la spontaneità che da sempre caratterizza il suo modo di comunicare, parlando dei nuovi progetti, dell’incontro con Carlo Verdone e di quel desiderio mai nascosto di avvicinarsi sempre di più al mondo della musica. Lo ha fatto con una definizione ironica che riassume perfettamente il suo modo di essere: «Mi sento o bipolare o molto fortunata».«Sono fatta di frammenti»Beatrice Arnera non ama rinchiudersi dentro una sola identità artistica. Anzi, considera proprio questa continua contaminazione il suo punto di forza. Durante l’incontro al Giffoni Film Festival ha spiegato come recitare, scrivere, cantare e sperimentare siano semplicemente parti diverse della stessa personalità. «Cosa mi piace fare di più? Sono fatta di frammenti, mi piace la musica, mi piace cantare, mi piace cantare più generi, mi piace comporre, mi piace recitare personaggi anche distanti tra di loro. Mi sento o bipolare o molto fortunata».Una frase pronunciata con leggerezza, ma che racconta bene il desiderio di non limitarsi mai a un solo linguaggio artistico. In un momento storico in cui spesso il pubblico chiede agli artisti di essere immediatamente riconoscibili, Arnera rivendica invece il diritto di cambiare continuamente pelle.Foto: Screenshot Instagram @beatrice.arneraRaoul Bova e Beatrice Arnera, prime prove di famiglia: la passeggiata con Matilde racconta una nuova quotidianitàL’amore per la musica nasce in famigliaDietro questa passione non c’è soltanto una curiosità personale, ma anche una storia familiare. L’attrice ha raccontato di essere cresciuta respirando musica fin da bambina grazie alla madre, cantante lirica prima di dedicarsi all’insegnamento. «Me l’ha trasmessa mamma, con cui sono cresciuta. Era cantante lirica e oggi insegna musica. Con lei ho girato nei teatri di tutto il mondo e ho sempre sbirciato dietro le quinte».Un’infanzia vissuta tra palcoscenici, prove e sipari che si aprivano ogni sera davanti ai suoi occhi. È lì che è nata la curiosità per lo spettacolo, ma anche quella capacità di osservare il lavoro degli altri con attenzione. «Mi sentivo già una piccola critica. Per questo mi sarebbe piaciuto partecipare come giurata a un festival come Giffoni».L’incontro con Carlo VerdoneTra i momenti più significativi della sua carriera recente c’è sicuramente la collaborazione con Carlo Verdone nel film Scuola di seduzione. Per Beatrice Arnera non è stato soltanto un nuovo ruolo, ma soprattutto una conferma professionale arrivata da uno dei nomi più importanti del cinema italiano. «Non avrei mai pensato di essere scelta da un gigante come Carlo Verdone. Il suo si è dimostrato un attestato di stima professionale di cui sono molto grata. Sapere che un professionista come lui ti apprezza vale moltissimo».Parole che raccontano l’emozione di un’artista ancora capace di sorprendersi, nonostante una carriera ormai consolidata tra cinema, televisione e teatro. Del resto, ricevere la fiducia di un regista come Verdone significa molto più che ottenere una parte. È un riconoscimento che pesa, soprattutto per chi continua a vivere il proprio mestiere con entusiasmo e umiltà.Foto: Instagram @beatrice.arneraRaoul Bova e Beatrice Arnera: vacanza d’amore e il dettaglio che scatena le voci di gravidanzaSanremo? Non è una prioritàQuando il discorso si sposta sulla musica, inevitabilmente arriva anche una domanda sul Festival di Sanremo. Negli ultimi anni il palco dell’Ariston ha accolto sempre più artisti provenienti dal cinema, dalla televisione e dal mondo dei social, alimentando la curiosità attorno a possibili nuove partecipazioni. Beatrice Arnera, però, non sembra avere fretta.«Non so se parteciperei a uno di questi contenitori, ma cerco di tenere sempre aperto nella mia vita il canale della musica». Più che inseguire una gara canora, l’attrice immagina un percorso diverso. «Mi piacerebbe scrivere un progetto che sia legato alla musica e non parlo di un programma televisivo. Magari di una commedia musicale». Una prospettiva che sembra raccontare meglio la sua identità artistica, da sempre sospesa tra recitazione, comicità e interpretazione.Un’artista che non vuole scegliereLe parole pronunciate al Giffoni Film Festival restituiscono il ritratto di un’artista che non sente il bisogno di definire rigidamente il proprio percorso. In un settore in cui spesso viene chiesto di scegliere una sola strada, Beatrice Arnera continua invece a difendere il valore della curiosità. Cinema, teatro, comicità e musica convivono nello stesso spazio creativo, senza entrare in competizione.Forse è proprio questa libertà a rendere il suo percorso così interessante. Perché, come ha raccontato lei stessa con autoironia, sentirsi «fatta di frammenti» non significa essere divisa. Significa avere ancora voglia di scoprire nuove possibilità e continuare a sorprendere, prima di tutto se stessi.Foto: Screenshot Instagram @beatrice.arneraRaoul Bova al lago con Beatrice Arnera: complicità e momenti teneri insieme ai figli| Da Rumors.it