Decoy Font: il font gratuito che inganna ChatGPT e Gemini con un'illusione ottica

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Avete presente quelle immagini ibride che da vicino mostrano Einstein e da lontano Marilyn Monroe? Qualcuno ha applicato la stessa idea alla tipografia, e il risultato è Decoy Font: un font TTF gratuito che mostra due messaggi diversi a seconda di chi (o cosa) lo guarda. L'obiettivo dichiarato è uno solo: ingannare i modelli di intelligenza artificiale come ChatGPT e Gemini, impedendo loro di leggere il testo reale.Il progetto viene da Mixfont, che lo descrive come un esperimento sulla tipografia anti-AI. E a giudicare dai risultati, l'esperimento funziona davvero, almeno per ora. Il principio tecnico si chiama frequenze spaziali separate: ogni lettera contiene due informazioni sovrapposte. In primo piano ci sono sottili contorni che formano un carattere, mentre sullo sfondo c'è una massa a bassa frequenza, sfocata, che ne forma un altro. Da vicino l'occhio (e la fotocamera di un sistema AI) legge i contorni nitidi in primo piano. Da lontano, o strizzando gli occhi, emerge il messaggio nascosto.I sistemi AI lavorano analizzando i pixel dell'immagine a distanza ravvicinata, quindi tendono a leggere il testo in primo piano, quello falso, il cosiddetto messaggio esca. Il testo reale, quello che l'utente vuole comunicare, resta nascosto nel layer a bassa frequenza. Nei test riportati da Mixfont, sia ChatGPT che Gemini 3.5 con Thinking non sono riusciti a decodificare correttamente il messaggio nascosto quando gli veniva passato uno screenshot del font.Decoy Font è disponibile come file TTF installabile, il che lo rende molto più accessibile rispetto ad altre tecniche anti-AI che richiedono animazioni o video. Una volta installato, si usa come qualsiasi altro font: si digita normalmente e il testo risultante contiene già l'illusione ottica integrata. Sarebbe ingenuo pensare che si tratti di una soluzione definitiva. Gli stessi creatori ammettono che modelli con capacità di ragionamento avanzato potrebbero, con i giusti prompt, capire il meccanismo e cercare le lettere nascoste. È un punto di confusione iniziale, non un muro invalicabile, e la sua efficacia è destinata a ridursi man mano che i modelli diventano più sofisticati.Le applicazioni più interessanti che vengono ipotizzate riguardano i CAPTCHA, la protezione di testi da scraping automatico e la comunicazione privata tra persone. C'è anche un'idea curiosa: usare Decoy Font come benchmark per misurare le capacità di riconoscimento testuale dei modelli AI, un test che oggi quasi tutti falliscono.Il font è gratuito per uso personale e commerciale, con le lettere derivate da DejaVu Sans Mono. L'idea in sé è elegante perché sfrutta una limitazione strutturale dei sistemi di visione artificiale, non una vulnerabilità software: finché i modelli continueranno a leggere le immagini privilegiando i dettagli ad alta frequenza, Decoy Font avrà il suo spazio. Potete scaricarlo da qui.È un promemoria utile che la corsa tra chi vuole proteggere le informazioni e chi vuole estrarle automaticamente è ancora apertissima, e a volte le soluzioni più efficaci arrivano dalla tipografia, non dalla crittografia.L'articolo Decoy Font: il font gratuito che inganna ChatGPT e Gemini con un'illusione ottica sembra essere il primo su Smartworld.