Tecnologie, dati, organi su chip, ‘taglia e cuci del Dna’, ingegnerizzazione cellulare: la salute del cuore di domani poggia su nuovi paradigmi di ricerca, che richiedono una capacità di programmazione del tutto diversa rispetto al recente passato. Il rischio – molto chiaro per chi si occupa di questo settore – è quello di perdere il treno dell’innovazione. E, in questo modo, di allontanare le terapie avanzate dal letto dei cittadini.Per rispondere a questa esigenza la Rete Cardiologica Irccs del ministero della Salute ha costituito due Comitati, uno Tecnico Scientifico e l’altro di Indirizzo Scientifico. Si occuperanno di rendere permanente l’elaborazione dei programmi e a coordinare competenze, dati e infrastrutture dei venti Irccs associati.La salute del cuore è anche questione di competenze“Competenze cliniche e scientifiche, dati, biobanche, piattaforme tecnologiche e infrastrutture potranno così concorrere fin dall’inizio alla definizione di programmi multicentrici più solidi e coerenti, sostenuti da basi metodologiche condivise e da un raccordo stabile tra gli Istituti”, spiega il presidente della Rete, Lorenzo Menicanti.Il cambiamento riguarda innanzitutto il metodo di lavoro: la costruzione delle iniziative scientifiche non sarà più concentrata nei tempi, spesso ristretti, imposti dai bandi, ma diventerà un’attività costante di analisi, confronto e integrazione, capace di individuare priorità comuni e favorire il confronto tra professionalità multidisciplinari. “Con la costituzione dei due Comitati compiamo un passaggio decisivo: la collaborazione tra gli Irccs assume una forma stabile e si traduce in una capacità comune di programmare, scegliere le priorità e costruire iniziative di respiro nazionale”, chiarisce il coordinatore scientifico della Rete e promotore dell’iniziativa, Gianfranco Parati.“Mettere in relazione in modo continuativo le competenze dei nostri Istituti significa rafforzare il ruolo della Rete e creare condizioni più favorevoli per affrontare le grandi sfide della ricerca cardiovascolare. Un programma multicentrico solido richiede un lavoro preparatorio che precede di molto la pubblicazione di un bando: occorre definire gli obiettivi, verificare la sostenibilità metodologica, armonizzare i dati e individuare le competenze necessarie. Una sede permanente di confronto permette di svolgere questo percorso con continuità e di arrivare alle successive opportunità con proposte mature, condivise e scientificamente robuste”, conclude Parati.Questo articolo Cuore e ricerca, le novità della Rete degli Irccs del ministero della Salute proviene da LaPresse