Nell’Europa che cerca nuovi equilibri con la Cina, rea di aver abusato della pazienza di Bruxelles, fagocitandone il mercato e creando un deficit commerciale di 360 miliardi, il debito cinese fa tuttavia ancora la sua figura. O meglio, la fa in Germania. Un panda bond è una obbligazione denominata in yuan emessa da un emittente con sede al di fuori della Repubblica popolare cinese (dunque anche da parte di società cinesi con sede legale all’estero). Il nome deriva dalla prassi di chiamare le obbligazioni in valuta locale da parte di emittenti stranieri con il nome della mascotte del Paese nel quale vengono emesse (come per esempio i kangaroo bonds in Australia).Ebbene, secondo Deutsche Bank, in un contesto di tensioni geopolitiche, il mercato obbligazionario cinese si è affermato come fonte di stabilità per gli emittenti globali. E “le aziende tedesche sono particolarmente attive, data la loro significativa presenza sul territorio cinese, dove i finanziamenti in valuta locale offrono una naturale copertura contro le fluttuazioni dei ricavi in yuan”. Secondo la banca di Francoforte insomma, “le imprese tedesche sono diventate uno dei gruppi di emittenti stranieri più attivi nel mercato dei panda bond, con case automobilistiche come Volkswagen, Mercedes-Benz e Bmw, e aziende chimiche tra cui Basf e Henkel, che hanno tutte avuto accesso al mercato negli ultimi anni”.E dunque, “quella che inizialmente era un’emissione selettiva si è evoluta in una tendenza di finanziamento più ampia, che riflette sia la loro presenza industriale in Cina sia la crescente maturità dei panda bond come prodotto, che stanno diventando sempre più parte integrante delle strategie di tesoreria delle principali multinazionali tedesche”. Secondo Samuel Fischer, responsabile dei mercati dei capitali di debito onshore in Cina di Deutsche Bank, “questa integrazione strategica, unita a un contesto di finanziamento stabile e a costi di finanziamento favorevoli, consente alle aziende di diversificare le proprie fonti di finanziamento e di costruire un’architettura di tesoreria globale più resiliente nel lungo termine”.E non c’è solo la Germania. Anche al di là dell’Atlantico c’è chi vuole abbracciare il debito cinese. Il Brasile intende annunciare la sua prima emissione sovrana di titoli di Stato in Cina, denominata in yuan. L’emissione programmata dei cosiddetti Panda bond segue il primo collocamento in euro dal 2014, che ad aprile ha raccolto 5 miliardi di euro, dando impulso alla strategia svelata all’inizio dell’anno per espandere la presenza del Paese latinoamericano sui mercati del debito internazionale, anche attraverso emissioni in valute diverse dal dollaro statunitense.