“Solo suggestioni prive di prove ed illazioni”: così il caso arbitri è finito nel nulla

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Nessuna prova concreta, ma soltanto ipotesi e suggestioni rimaste senza riscontro. È il quadro tracciato dalla Procura di Milano nel decreto con cui è stata archiviata la posizione dell’Inter nell’inchiesta sul cosiddetto caso arbitri. Il club nerazzurro era stato iscritto nel registro degli indagati ai sensi della legge sulla responsabilità amministrativa degli enti. Secondo quanto si legge nel provvedimento, tuttavia, gli elementi raccolti non hanno permesso di formulare neppure contestazioni preliminari sufficientemente definite.“Non è stato possibile elaborare compiute incolpazioni”Nel decreto i magistrati sottolineano che, alla base delle iscrizioni, sono rimaste “ipotesi” e, in alcuni casi, semplici “suggestioni” prive di una base probatoria. Una carenza di elementi che, secondo la Procura, non ha consentito né di elaborare compiute incolpazioni preliminari né di svolgere indagini concretamente utili. Da qui la decisione di archiviare la posizione dell’Inter, non essendo emersi fatti in grado di sostenere un’accusa.Rocchi e l’ipotesi di frode sportivaConsiderazioni analoghe riguardano Gianluca Rocchi, ex designatore arbitrale, per il quale è stata chiesta l’archiviazione dall’ipotesi di frode sportiva. Nel provvedimento si evidenzia che l’assenza di riscontri probatori fa scivolare l’ipotesi accusatoria “al rango della mera illazione”. L’inchiesta, dunque, non avrebbe fatto emergere elementi sufficienti per sostenere che vi sia stato un sistema strutturato di condizionamento delle designazioni o dei risultati sportivi.L'articolo “Solo suggestioni prive di prove ed illazioni”: così il caso arbitri è finito nel nulla proviene da Nicolaporro.it.