Sesso e caldo: ecco come le notti tropicali impattano su desiderio maschile e fertilità 

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“Antò, fa caldo”. Chissà in quanti ricordano la battuta di Luisa Ranieri in un celebre spot estivo dei primi anni Duemila. Ebbene, le ondate di calore che stanno caratterizzando l’estate 2026 non impattano solo sul desiderio femminile: in realtà mettono a dura prova la salute sessuale e riproduttiva maschile. A lanciarne l”allarme sesso’ per lui è Claudio Giorlandino, direttore scientifico dell’Istituto di Ricerca Altamedica e presidente della SIDIP (Società Italiana di Diagnosi Prenatale e Medicina Materno Fetale).Notti tropicali e sesso in picchiataLe notti tropicali, in cui le temperature rimangono elevate, impediscono all’organismo di disperdere il calore accumulato. E a risentirne – in barba allo spot – è soprattutto l’apparato riproduttivo maschile. Il testicolo è infatti progettato per funzionare a una temperatura di 2-4 gradi inferiore rispetto al resto del corpo, motivo per cui si trova all’esterno dell’addome. Nel breve termine le conseguenze si manifestano sul piano dell’intimità e della performance.Come cambia allora il sesso con il grande caldo? “Molti uomini riferiscono in questi giorni un calo del desiderio e della performance, ma non è il testosterone a diminuire improvvisamente. Il problema nasce soprattutto dalle notti tropicali: si dorme peggio, aumenta lo stress, cresce la disidratazione e l’organismo è più affaticato. Tutti fattori che riducono libido ed efficienza sessuale”, assicura Giorlandino.Se il calo del desiderio è immediato, l’impatto sulla fertilità non lo è. Le cellule staminali che producono gli spermatozoi sono estremamente sensibili allo stress termico, che causa stress ossidativo e potenziali danni al Dna spermatico, riducendone numero, motilità e capacità fecondante.I danni per la fertilità si vedono in autunnoOccorrono mesi, ma poi lo scotto delle ondate di calore si pagherà anche in termini di fertilità. “Il danno non si vede oggi, ma tra settembre e ottobre: la produzione di uno spermatozoo richiede circa tre mesi. Gli spermatozoi che saranno utilizzati in autunno sono quelli che oggi stanno subendo lo stress termico”, chiarisce lo specialista. Studi internazionali confermano che, dopo estati particolarmente calde, la concentrazione e la motilità degli spermatozoi possono subire un calo compreso tra il 20 e il 30%. Contestualmente, si registra un aumento della frammentazione del Dna spermatico, un parametro direttamente correlato a una minore probabilità di concepimento e a un maggior rischio di aborto precoce. “Anche la temporanea riduzione del volume del liquido seminale, legata spesso alla disidratazione, rappresenta un segnale da non sottovalutare, per quanto transitorio rispetto al danno qualitativo”, aggiunge Giorlandino.Quanto ci vuole per recuperareLa buona notizia è che l’impatto è reversibile. “Se il testicolo torna a lavorare a una temperatura normale, nell’arco di un ciclo completo di spermatogenesi, circa tre mesi, la fertilità tende a recuperare”, assicura l’esperto.Cosa fare allora per difendere sesso e fertilità maschile nei giorni di grande caldo? “Garantire una corretta idratazione e un riposo notturno adeguato. Evitare l’esposizione prolungata ad alte temperature, ambienti surriscaldati e saune. Considerare la stagionalità della fertilità maschile, specialmente per le coppie che stanno programmando una gravidanza o un percorso di Procreazione Medicalmente Assistita”, conclude Giorlandino. L’estate è ancora lunga, ma si tratta di informazioni preziose per chi è in cerca di un figlio.Questo articolo Sesso e caldo: ecco come le notti tropicali impattano su desiderio maschile e fertilità  proviene da LaPresse