In India gli 'scarafaggi' marciano sul Parlamento

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AGI - È diventato un fenomeno politico, in India, il 'Cockroach Janta Party' - acronimo Cjp - ovvero il cosiddetto movimento degli 'scarafaggi', nato da un insulto pronunciato da un giudice a un movimento di protesta giovanile che, dopo la nascita sui social, sta organizzando manifestazioni imponenti contro il governo di Narendra Modi.Nel giro di poche settimane, il movimento è passato da fenomeno di satira online a movimento di proteste di piazza a New Delhi, tra cui una marcia verso il Parlamento, scioperi della fame e una crescente pressione sul ministro dell'Istruzione Dharmendra Pradhan.La nascita del movimentoIl Cjp non è attualmente un partito politico tradizionale, bensì un movimento giovanile nato sui social media in seguito a una controversia locale. Il nome deriva da un'affermazione attribuita al giudice della Corte Suprema Surya Kant il quale, durante un'udienza a maggio, paragonò alcuni giovani disoccupati e attivisti a "scarafaggi" e "parassiti": un commento che scatenò l'indignazione online. I sostenitori hanno successivamente adottato l'insulto come simbolo di protesta, trasformandolo in un'identità satirica utilizzata per sfidare la magistratura e l'establishment politico.Il movimento chiede le dimissioni del ministro Pradhan, ritenendolo politicamente responsabile delle fughe di notizie e delle irregolarità segnalate in diversi esami ufficiali. Tra questi figura il Neet-Ug, l'esame di ammissione nazionale alle facoltà di medicina e una delle prove più competitive del Paese. In India, questi esami non determinano solo l'ammissione all'Università e l'accesso a impieghi pubblici, ma rappresentano anche una delle poche vie di mobilità sociale per milioni di giovani. Di conseguenza, qualsiasi sospetto di fughe di notizie, manipolazioni o vantaggi illeciti mina direttamente la fiducia nella natura meritocratica di tali esami.L'indignazione è confluita online su Cjp, una pagina satirica creata da uno studente indiano, Abhijeet Dipke, che ha guadagnato oltre 22 milioni di follower su Instagram nel giro di pochi giorni. Sebbene sia nata come reazione virale, nelle settimane successive Dipke ha portato la sua protesta a Jantar Mantar - il principale luogo di manifestazione di Nuova Delhi - e in altre città del Paese. Da lì ha organizzato un corteo verso il Parlamento indiano, programmato in concomitanza con l'apertura della sessione legislativa, per intensificare la pressione politica sul governo. La polizia ha limitato gli assembramenti all'area designata per la protesta e ha messo in atto imponenti misure di sicurezza per bloccare l'avanzata dei manifestanti.    Il volto simbolo degli 'scarafaggi'L'attivista Sonam Wangchuk non faceva parte del nucleo originario di Cjp, ma il suo coinvolgimento ha dato al movimento un volto simbolo riconosciuto a livello nazionale. Originario del Ladakh, ingegnere e riformatore del sistema educativo, nel 2018 ha ricevuto il premio Ramon Magsaysay - spesso definito il "Nobel asiatico" - per il suo impegno nell'istruzione, nella sostenibilità e nello sviluppo delle comunità. Wangchuk ha intrapreso uno sciopero della fame per chiedere le dimissioni del ministro dell'Istruzione, diventando uno dei volti più noti della protesta. Le sue iniziative hanno collegato le rivendicazioni studentesche a una forma di pressione profondamente radicata nella storia indiana: il digiuno come protesta morale. Sabato scorso, la polizia lo ha trasferito in un ospedale di New Delhi dopo uno sciopero della fame durato 21 giorni durante i quali ha assunto solo acqua e sale alimentando ulteriormente il movimento. Il movimento riflette la realtà di una vasta popolazione giovanile in competizione per un numero limitato di posti nel sistema educativo, impieghi pubblici e opportunità di mobilità sociale ascendente. Per milioni di famiglie, gli esami nazionali rappresentano la promessa di una mobilità basata sul merito. Di conseguenza, le fughe di notizie o le irregolarità vengono percepite come una violazione della fiducia nel sistema: un sistema concepito per garantire pari opportunità in un Paese di oltre 1,4 miliardi di abitanti. Questa frustrazione si accompagna a un mercato del lavoro che non riesce ad assorbire i giovani a un ritmo adeguato. Secondo i dati ufficiali, il tasso di disoccupazione complessivo nel 2025 è stato del 3,1%, raggiungendo tuttavia il 9,9% nella fascia d'età compresa tra i 15 e i 29 anni.