Il chirurgo plastico Roy De Vita rischia il processo. Il primario di Chirurgia plastica e ricostruttiva dell’Istituto Tumori Regina Elena di Roma è uno degli 89 dipendenti finiti nelle inchieste sui furbetti del cartellino. Già accusati dalla Corte dei Conti di un danno erariale di mezzo milione di euro. Il Fatto Quotidiano scrive che i pm gli contestano 150 giornate di assenza ingiustificata e 138 giorni di ferie che, secondo l’accusa, sarebbero stati accumulati indebitamente.L’accusa a Roy De VitaIl pm Fabrizio Tucci e l’aggiunto Giuseppe De Falco lo accusano di aver attestato falsamente la sua presenza in servizio. Le indagini sono del Nucleo di polizia economica e finanziaria della Guardia di Finanza. Secondo gli investigatori de Vita timbrava il badge all’ingresso e poi non registrava l’uscita. E compilava i fogli presenza indicando orari di servizio diversi rispetto a quelli effettivi. I pm lo hanno geolocalizzato altrove mentre risultava in servizio. Una circostanza che il medico è certo di poter spiegare. «Sono sereno di poter chiarire ogni addebito», dice al Fatto.De Vita è finito spesso nelle pagine della cronaca rosa per la relazione con l’attrice Nancy Brilli e con la produttrice Raffaella Leone, figlia del regista Sergio.L'articolo L’accusa a Roy De Vita: «150 giornate di assenze ingiustificate dall’ospedale» proviene da Open.