Se Trump scherza (ma non troppo) sulla terza candidatura. Il punto di D’Anna

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Cala il gelo quando il presidente Donald Trump ironizza sul suo terzo mandato presidenziale, nella sala della cena bis dell’Associazione dei corrispondenti della Casa Bianca, ripetuta dopo la convulsa sospensione della precedente serata del febbraio scorso per la sparatoria del fallito tentativo d’irruzione di un uomo armato. Al culmine di un discorso sconclusionato, con attacchi volgari e accuse pesanti contro gli ex presidenti Obama e Biden, l’attrice Jane Fonda, la leggenda del rock Bruce Springsteen, i conduttori di talk show Jimmy Fallon e Jimmy Kimmel e molti dei giornalisti presenti, tutti hanno trattenuto il fiato quando Trump ha iniziato a parlare della possibilità di un suo terzo mandato, espressamente vietato dalla Costituzione degli Stati Uniti.“Ci divertiremo un po’. Ho già vinto tre volte. Ora lo farò di nuovo” inizia a dire Trump includendo anche la terza inesistente volta quando venne battuto da Joe Biden alle Presidenziali del 2020, da lui contestate fino a portare agli scontri di Capitol Hill. “Proprio come la mia presidenza, la seconda volta é sempre meglio”, ha insistito il presidente. “E la terza volta sarà ancora meglio” ha aggiunto per poi esclamare, ma dopo una pausa per indossare un berretto rosso con la scritta Trump 2028 : “Sto solo scherzando !“.Fra l’imbarazzo dei circa mille corrispondenti dei giornali ed i media di tutto il mondo accreditati alla Casa Bianca, Trump ha iniziato l’intervento attaccando la stampa: “Non é stata una serata facile, con tutti questi premi”, alludendo ai riconoscimenti assegnati poco prima ai giornalisti del Wall street journal per il loro scoop sui legami tra il tycoon e il finanziere pedofilo Jeffrey Epstein ed a Tyler Pager del New York Times, tra i destinatari delle appena revocate ingiunzioni dal Dipartimento di Giustizia per l’indagine sulla fuga di notizie sul nuovo presidenziale Air Force One. Poi ha sproloquiato sulla criticatissima realizzazione della nuova sala da ballo alla Casa Bianca ed ha attaccato l’Iran.“Ci stanno parlando proprio ora”, ha affermato riferendosi agli iraniani, “vorrebbero tanto trovare un accordo. Non credo che siano pronti e non credo sia ancora il momento giusto, ma sono disposto ad ascoltare. Il punto fondamentale é questo: non permetteremo che si dotino di armi nucleari perché le userebbero e non vogliamo vedere Washington, o una qualsiasi delle nostre città, o Israele, o più in generale il Medio Oriente, distrutti da un’arma nucleare iraniana”. Sono state le uniche affermazioni che hanno suscitato applausi da parte di tutti i giornalisti, per il resto accusati di essere affetti dalla “sindrome da ossessione di Trump”, nonostante egli risponda personalmente alle loro moltissime telefonate. Ed in effetti i corrispondenti della Casa Bianca hanno confermato che il Presidente risponde spesso direttamente alle telefonate, anche da numeri sconosciuti, e parla con il giornalista di turno, pur senza conoscerlo. Non a caso infatti, l’altro corale applauso della sala è stato tributato alla profetica affermazione del tycoon: “quando non ci sarò, sarete tutti al verde”.