Salgono ad 82, con quella attuale, le settimane come numero 1 al mondo di Jannik Sinner, che resta davanti a tutti nel ranking ATP con i suoi 13.450 punti. Stabili anche Flavio Cobolli (n.9) e Lorenzo Musetti (n.15), che questa settimana tornerà in campo con Matteo Arnaldi (n.35, -2) nell’ATP 250 di Washington, mentre Luciano Darderi (n.23, -2) sarà in Messico per l’ATP 250 di Los Cabos. In totale sono otto gli azzurri in Top 100. Anche più indietro, i movimenti sono pochi, ma grazie alla qualificazione nel main draw dell’ATP 250 di Kitzbuhel, Federico Cinà guadagna tre posizioni e sale al n.181. In Top 10, con la scadenza dei punti di Washington, perde momentaneamente terreno il campione uscente Alex De Minaur (n.6, -1), scalzato da Novak Djokovic che, senza giocare, torna n.5 (+2). Settima posizione per Daniil Medvedev (+1), che supera anche Ben Shelton (-2). Questa la Top Ten del ranking Atp di questa settimana: 1 (=0). Jannik Sinner (ITA) 13.450 punti2 (=0). Alexander Zverev (GER) 8.4803 (=0). Carlos Alcaraz (ESP) 8.1604 (=0). Felix Auger-Aliassime (CAN) 4.7405 (+2). Novak Djokovic (SRB) 3.7606 (-1). Alex de Minaur (AUS) 3.6607 (+1). Daniil Medvedev 3.620;8 (-2) Ben Shelton (USA) 3.580; 9 (=0) Flavio Cobolli (ITA) 3.42010 (=0). Taylor Fritz (USA) 3.300Vagnozzi: “Sinner lavoratore pauroso, ha doti innate”Simone Vagnozzi, allenatore di Sinner, ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera: “È un lavoratore pauroso. La sua più grande qualità è volere al fianco persone che gli dicano quello che lui non vuole sentirsi dire. Tutto parte dall’attitudine e dalla voglia di migliorarsi. Devi trovare il coraggio di sbagliare, anche di fallire. Jannik ha una base di forza mentale rilevante, noi l’abbiamo solo moltiplicata”. Secondo Vagnozzi, Sinner “ha doti innate. Non si diventa puledri se si è ronzini. Ora si nota che lui sa fare ace nei momenti importanti, ma perché questo accada ti devi sentire sicuro del tuo colpo perché ci hai lavorato ore e ore in allenamento”.Per quanto riguarda i suoi sporadici black out, come a Parigi, Vagnozzi commenta: “Non penso ci sia una sola causa, sono tante piccole cose che messe insieme possono determinare questi piccoli crolli, ma ricordiamoci che sono stati quattro negli ultimi cinque anni. Questi ragazzi non sono automi. Il caldo, la stanchezza, la tensione possono combinarsi. A Parigi c’era una temperatura proibitiva e lui era arrivato lì con un significativo stress fisico e mentale. Insomma, non c’è un singolo fattore; in quel caso sarebbe più facile per noi correggerlo. Dobbiamo convivere con questi episodi, lavorando per evitarli”. Ancora per Vagnozzi “può esistere un giocatore forte e stupido. Ma non potrà mai esistere un campione stupido”. Infine, il rapporto con Darren Cahill: “Bisogna essere molto intelligenti e molto umili. Mai mostrare conflitti, mai davanti al tennista. Con Darren abbiamo trovato la giusta misura perché condividiamo la stessa visione”, conclude. Questo articolo Ranking Atp, Sinner n.1 da 82 settimane. Cobolli in Top 10 proviene da LaPresse