Putin rilancia la narrativa della Russia assediata: sanzioni, economia e guerra

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La Russia “attraversa con dignità” una fase storica “cruciale” e “giudiziosa” per il suo futuro. Queste le parole scelte dal presidente russo Vladimir Putin durante l’incontro con i deputati della Duma tenutosi al Cremlino, intrecciando rivendicazioni economiche, retorica sull’assedio occidentale e promesse sul campo di battaglia in Ucraina. Un discorso strutturato attorno al noto filo conduttore della Russia sotto pressione. Mosca, ha sostenuto Putin, affronta “restrizioni illegali” e “tentativi di contenimento” da ben prima della “primavera russa” del 2014, ma è dal 2022 che l’Occidente avrebbe messo in moto “a pieno regime la macchina russofoba”, stabilendo “record mondiali” in fatto di sanzioni. Record, secondo il presidente, non solo per numero ma anche “per la loro inutilità” e per il danno che ricadrebbe anzitutto sui “popoli di alcuni Stati europei”. Il popolo russo, ha aggiunto, ha risposto “con coesione interna” alle prove storiche, ed è in grado di “opporre una risposta decisa a qualsiasi passo ostile”.Sul piano economico, Putin ha rivendicato la tenuta del sistema russo nonostante le limitazioni esterne. La Federazione, ha affermato, mantiene “il quarto posto al mondo” per parità di potere d’acquisto, dopo Cina, Stati Uniti e India, e “il primo in Europa”, usando il Ppa (Parità di potere di acquisto) e non i prezzi di mercato come unità di misura.Il presidente ha ammesso di volere ritmi di crescita più elevati, ma ha indicato nella prudenza la scelta obbligata per evitare “il rischio di crescita dell’inflazione”, puntando sulla (presunta) “solidità del sistema economico e finanziario russo”. Tra le priorità del bilancio federale per il prossimo triennio Putin ha citato il rafforzamento della difesa, i “problemi sociali prioritari” e il sostegno alle imprese, rivendicando una disoccupazione ai “minimi storici”.Non poteva ovviamente mancare un passaggio sull’Ucraina. Non potendola sconfiggere sul campo i nemici della Russia, ha detto Putin, punterebbero ormai su “metodi di lotta terroristici” (anche se i raid ucraini non bersagliano direttamente e volontariamente i civili, come fatto invece proprio dalle forze armate russe), promettendo che “il popolo russo nessuno potrà mai piegarlo”. Mosca, ha assicurato, raggiungerà “gli obiettivi prefissati” dell’operazione militare speciale agendo “con cautela, ma con tenacia e coerenza”. Tuttavia la prospettiva di agire “più audacemente” al fronte, ha riconosciuto il presidente, “ha i suoi rischi, il cui prezzo sono le perdite sul campo di battaglia”. Non sono mancati i richiami al sostegno ai militari e allo sviluppo di “garanzie giuridiche” per i veterani e le famiglie dei “difensori della Patria”.L’ultima parte del discorso è stata dedicata ai parlamentari uscenti, ringraziati per “l’efficace lavoro comune” sul rafforzamento della sovranità e per l’approvazione delle “leggi necessarie ai nostri soldati e comandanti”. Guardando alle elezioni della Duma, Putin ha invitato i partiti a condurre la campagna “con rispetto verso gli elettori”, rivendicando un livello di “cultura politica” cresciuto negli ultimi anni.