La sinistra vuole la forca per Roggero. Ma difende i maranza che accoltellano

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Due giorni fa è stata approvato dal Consiglio dei Ministri il ddl anti-maranza: al centro della manovra c’è l’obiettivo di far sì che i minori siano imputabili dall’età di 14 anni. A giudicare dalla criminalità dilagante fra i giovani, questa è una misura di buon senso che dice soltanto una cosa semplice: se da adolescente sei capace di accoltellare un tuo coetaneo per pochi euro, devi assumerti le conseguenze del gesto. Non è più il tempo del “è solo un ragazzo”, non è più il tempo dei percorsi educativi eterei che innescano un sentimento di impunità più che di redenzione.La sinistra, ovviamente, è insorta. Dopotutto la questione tocca il loro target preferito: il giovane con tendenze delinquenziali più o meno conclamate, quello che va alle manifestazioni e spacca le vetrine, quello che rapina e si giustifica identificandosi in una vittima esistenziale di un sistema marcio e liberticida. E allora arriva persino un post su Instagram nella pagina dei DeputatiPD che è una perla di retorica compassionevole: «Con Meloni anche tuo figlio può andare in carcere».Ma dai? Pazzesco! No: è meglio che lo Stato continui a trattarlo come un novello rivoluzionario da raddrizzare con libri sulla nonviolenza. Sotto quel post, fortunatamente tanti genitori sottolineano la demenzialità di un pensiero simile. Una miriade di commenti contrari: se un ragazzo delinque travalicando un inaccettabile livello di violenza, non deve scamparla solo perché è minorenne. Se ha la forza di brandire un coltello, ha l’età per rendersi conto di quello che fa. Se a 15 o 16 anni sei già capace di terrorizzare allora non puoi aspettarti di ricevere in cambio soltanto comprensione e percorsi di recupero.Questa è una delle più grandi distorsioni attuali dei progressisti: essere manettari a corrente alternata. Un esempio lampante lo fornisce la cronaca di queste settimane: quando un gioielliere di 72 anni, dopo essere stato rapinato e aver visto la propria famiglia umiliata perde la testa e reagisce, diventa subito un criminale inguaribile che deve marcire in galera. Al contrario, quando un maranza accoltella un compagno di scuola per una manciata di euro, per un iPhone o per uno sguardo ritenuto inopportuno, allora è un povero ragazzo a cui le istituzioni democratiche hanno tolto tutto, un angelo che non sta crescendo dritto non per colpa sua ma a causa di una società che lo ha relegato ai margini. E quindi va coccolato, amato di più, capito.Evidentemente per la sinistra questo ragionamento non fa una piega. Ma la responsabilità personale dei minori non è più un concetto reazionario e l’età non può essere un criterio di assoluzione automatica. La forbice cognitiva e sociale tra un sedicenne e un diciottenne ormai si è appiattita. Non emergono differenze sostanziali. E poi, ricordiamo male, o tanti a sinistra i sedicenni li vorrebbero far votare? Ci state dicendo che sono in grado di partecipare all’elezione dei propri rappresentanti istituzionali ma che non sono in grado di rispondere delle proprie azioni?Alessandro Bonelli, 25 luglio 2026L'articolo La sinistra vuole la forca per Roggero. Ma difende i maranza che accoltellano proviene da Nicolaporro.it.