Mer, 22 Lug 2026Sono in totale 832 le presunte vittime di spionaggio, tra le quali è presente anche il presidente del Milan Paolo Scaroni.DiLuca CosentiniCondividi l'articoloLeonardo Maria Del Vecchio (Foto: screenshot da video)Sul caso dei dossieraggi e degli accessi abusivi alle banche dati delle forze dell’ordine con al centro Equalize scoppiato quasi due anni fa, la Procura di Milano, diretta da Marcello Viola, ha depositato una maxi richiesta di processo. Si tratta del filone sui cosiddetti clienti e tra i 74 imputati figurano Enrico Pazzali, ex titolare dell’agenzia investigativa, l’esperto informatico Nunzio Samuele Calamucci, ma pure Giacomo Tortu, fratello del velocista Filippo, il banchiere Matteo Arpe e Stefano Speroni, direttore affari legali Eni. E sono 832 le presunte vittime di spionaggi, tra cui Ricky Tognazzi, Alex Britti, Selvaggia Lucarelli, Fabrizio Corona, Marcell Jacobs, Stefano Boeri e il presidente del Milan Paolo Scaroni.Rispetto agli 81 indagati della chiusura indagini, notificata ad aprile, la posizione del generale della Guardia di Finanza Cosimo di Gesù che, da imputazione, avrebbe acquisito dalla «Banca dati Serpico», su «richiesta» di Pazzali, dati riservati su alcune società, è stata già trasmessa a Roma per competenza territoriale. Mentre in sei hanno raggiunto accordi con i pm per chiedere di patteggiare. Tra questi Pierfrancesco Barletta, ex socio di minoranza di Equalize, ma anche alcune posizioni relative al caso Number1. Barletta, spiegano gli avvocati Francesco Centonze e Alessandro Tondo, «originariamente indagato per due presunti episodi di accesso abusivo a un sistema informatico, risulta estraneo alla richiesta di rinvio a giudizio avendo ampiamente dimostrato, anche attraverso un interrogatorio, l’infondatezza della prima contestazione. Per quanto riguarda la seconda contestazione – chiariscono – gli inquirenti hanno ritenuto di operare una derubricazione in ‘tentativo’ di accesso abusivo».Per quest’ultima ipotesi «è stato raggiunto un accordo con la Procura per definire la posizione» con «l’applicazione di una pena pecuniaria». Dall’inchiesta, condotta dal Ros dei Carabinieri e coordinata dai pm Eugenio Fusco e Francesco De Tommasi coi colleghi della Dna Antonello Ardituro e Barbara Sargenti, con la definizione del secondo filone, dopo il primo sull’accusa di associazione per delinquere, è emerso, da un lato, il focus proprio su Equalize, creatura di Pazzali venuta a galla con gli arresti dell’ottobre 2024. Dall’altro, anche una «molteplicità di società» in tutta Italia che si passavano informazioni riservate, «esfiltrate» da banche dati strategiche, in un mercato parallelo di dossieraggi. Poi, casi già noti, come lo spionaggio ai danni del velocista Jacobs, che sarebbe stato commissionato dal fratello del compagno di staffetta Tortu (ignaro) e «pagato» 10mila euro in contanti, e quello che sarebbe stato richiesto, secondo i pm, dal capo ufficio legale Eni, accusato anche di calunnia.In pratica, è venuto fuori un «mare magnum» di contestazioni (102 imputazioni), tra accessi abusivi, intercettazioni illegali e corruzioni per l’acquisizione di dati segreti. I pm, sempre ad aprile, avevano già chiesto il processo, con 202 imputazioni, per 13 persone, tra cui sempre Pazzali, ormai ex presidente di Fondazione Fiera Milano che sarebbe stato il «capo» dell’associazione delle presunte «cyber-spie» con richieste «a manetta» di report illeciti. Al servizio c’erano «operatori» delle forze dell’ordine «infedeli», che tiravano fuori informazioni sensibili in cambio di poche centinaia di euro.Mentre Calamucci, che lavorava a stretto contatto con l’ex superpoliziotto Carmine Gallo, morto quando era agli arresti domiciliari, ha collaborato alle indagini, difeso dall’avvocata Antonella Augimeri. Anche la seconda richiesta di rinvio a giudizio per 74 persone, tra cui pure, sempre come presunto cliente, Leonardo Maria Del Vecchio, sarà valutata da un Gup, dopo che verrà riunita con la prima tranche.L’udienza preliminare dovrebbe prendere il via ad ottobre. Tra gli imputati anche manager di Erg, Heineken e Barilla e poi ancora la vicenda delle chat manipolate dell’archistar Boeri. Poi, lunghi elenchi di accessi abusivi che avevano già fatto saltar fuori i nomi di nuove «vittime», come l’attore e regista Ricky Tognazzi, la blogger Selvaggia Lucarelli, l’ex agente fotografico Fabrizio Corona. Tre mesi fa era uscito pure quello di Bobo Vieri, che ora non figura nella lista delle oltre 800 «parti offese», che potranno entrare come parti civili per chiedere i danni.Developed by 3x1010