La revisione del prontuario è un’operazione complessa, che “richiederebbe davvero un tavolo multidisciplinare di confronto con esponenti delle società scientifiche e dell’industria, ma anche tecnici di Aifa e ministero della Salute. Per poter adottare decisioni che non abbiano impatti negativi sulla salute dei cittadini e sulle imprese del settore”. A ribadirlo a LaSalute di LaPresse è Andrea Montagnani, presidente nazionale Fadoi (Federazione delle Associazioni dei Dirigenti Ospedalieri Internisti), convinto della necessità di un approccio chirurgico dopo le parole del ministro della Salute Orazio Schillaci sull’incontro con l’Agenzia italiana del farmaco dedicato proprio a questo tema.“Oggi il prontuario è davvero vasto”Nelle scorse settimane il presidente Fadoi aveva lanciato l’idea di “un tavolo strategico sulla revisione del prontuario”, per bilanciare le esigenze di sostenibilità con quelle di salute. A far discutere – provocando notevoli mal di testa alle imprese – la strategia di fissare il prezzo di rimborso dei farmaci a brevetto scaduto non più solo tra quelli con lo stesso principio attivo, ma all’interno di gruppi terapeutici più ampi, rimborsando solo il costo del principio attivo più economico. “La volontà di riunire le molecole in grosse classi di farmaci, facendo riferimento a quello col prezzo più basso, presenta qualche criticità. Abbiamo però anche una certezza: oggi il prontuario è davvero vasto, alcuni principi attivi sono datati e possono non essere più utilizzati dalla maggior parte dei professionisti”, precisa Montagnani.Insomma, “ci sono margini di razionalizzazione. Ma si tratta di un’operazione molto delicata, da fare tenendo conto dell’impatto del singolo principio attivo sulla salute del paziente e sulle imprese”. Sul prontuario agire col bisturiInsomma, occorre procedere chirurgicamente, col bisturi e non con la motosega. “Qualsiasi intervento – chiarisce lo specialista – va fatto con attenzione, perché il rischio altrimenti è quello di avere un impatto negativo sull’appropriatezza. Far pagare i farmaci più innovativi ed efficaci è una decisione politica che, di certo, non va verso l’appropriatezza. Il problema non è la prescrivibilità, ma la rimborsabilità del farmaco”, conclude Montagnani rinnovando la disponibilità a sedere attorno a un tavolo per affrontare in modo organico la questione del prontuario.Questo articolo Revisione del prontuario tra appropriatezza e risparmi, i margini per un “approccio chirurgico” proviene da LaPresse