AGI - I nuovi dazi imposti dall'amministrazione Usa sono una buona notizia per l'Italia e l'Ue perché l'imposizione tariffaria è inferiore rispetto alla precedente. Lo dichiara Lucio Miranda, presidente di ExportUSA New York. "Tradotto in termini pratici - sottolinea - se prendiamo l'esempio dell'esportazione di un compressore industriale con dazio MFN al 4,2%, la nuova disciplina garantisce un calo concreto della pressione fiscale alla dogana americana". Vediamo perché. Da oggi cambia la normativa sui dazi d'importazione USA per i prodotti provenienti da Italia ed Europa. Un aggiornamento che porta una notizia migliorativa per le nostre imprese esportatrici. - Cosa cambia da oggi?"Scadono i dazi temporanei previsti dalla Section 122 (in vigore dal 24 febbraio) ed entrano ufficialmente in vigore i nuovi dazi della Section 301" evidenzia Miranda. La differenza fondamentale sta nel metodo di calcolo: Prima (Section 122): Il dazio del 10% si aggiungeva al dazio base MFN (Most Favored Nation). Oggi (Section 301): Il dazio fissa un tetto massimo complessivo del 10%. Un esempio pratico: Esportazione di un compressore industriale (Dazio MFN: 4.2%) Fino a ieri (Section 122): 4.2% (MFN) + 10% (Aggiuntivo) = 14.2% di dazio totale Da oggi (Section 301): 4.2% (MFN) + 5.8% (Integrativo) = 10% di dazio totale. E per i prodotti con dazio MFN gia' superiore al 10%? Il dazio aggiuntivo della Section 301 è pari allo 0% (si applica solo il dazio base). Rispetto sia alla Section 122, sia ai precedenti dazi reciproci IEEPA (che fissavano il tetto al 15%), la misura entrata in vigore oggi garantisce una riduzione sensibile dei costi di importazione sul mercato americano.