Il font che gli umani leggono e l'IA no

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L'intelligenza artificiale è ormai in grado di leggere senza difficoltà quasi ogni testo pubblicato online, anche quando viene nascosto all'interno di immagini o scritto con caratteri insoliti. Per questo motivo, il designer statunitense Eric Lu ha deciso di provare una strada completamente diversa, creando Ghost Font: un sistema di scrittura sperimentale che, almeno per il momento, risulta facilmente leggibile dagli esseri umani ma mette in crisi anche alcuni dei più avanzati modelli di IA multimodale.Più che un vero carattere tipografico, però, Ghost Font è una sorta di illusione ottica animata, pensata per esplorare i limiti della percezione artificiale e per dimostrare come il cervello umano continui, almeno in alcuni casi, a interpretare le immagini meglio delle macchine.. Illusione otticaIl funzionamento è semplice e ingegnoso. Le lettere non sono realmente disegnate sullo schermo, ma emergono soltanto osservando un breve video composto da centinaia di puntini in movimento. Quelli che formano il testo si spostano verso l'alto, mentre tutti gli altri scorrono nella direzione opposta. Il cervello umano integra automaticamente questi spostamenti e riesce a distinguere quasi subito la frase nascosta.. Se però il video viene messo in pausa, oppure se ne osserviamo solo un singolo fotogramma, il messaggio scompare completamente, confondendosi con il rumore di fondo. Nemmeno uno screenshot permette quindi di recuperare il testo, che esiste solamente nel movimento complessivo dell'animazione.. Perché funzionaLa ragione per cui Ghost Font riesce a "ingannare" l'intelligenza artificiale dipende proprio dall'aspetto appena descritto, e funziona per via del modo in cui i moderni modelli IA analizzano i video. Nella maggior parte dei casi, infatti, questi sistemi scompongono l'animazione in una sequenza di immagini statiche, studiandole una alla volta invece di interpretare direttamente il flusso in movimento. È un po' come cercare di capire la scena di un film osservandone solo alcuni fotogrammi.. Eric Lu ha testato Ghost Font con alcuni dei modelli più evoluti oggi disponibili, tra cui Claude e GPT-Sol 5.6 Ultra, che non sono riusciti a individuare il messaggio corretto, finendo spesso per intercettare un falso testo-esca inserito volutamente nel video per aumentarne ulteriormente la complessità.L'esperimento si ispira a un font del passato, noto come ZXX e sviluppato nel 2013 per sfuggire ai software di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR): un espediente che all'epoca funzionava, ma che oggi le moderne IA riescono a decifrare senza particolari difficoltà.. Esperimento apertoLo stesso autore sottolinea che Ghost Font non rappresenta un sistema di sicurezza né un metodo affidabile per proteggere informazioni riservate. Se in futuro i modelli di intelligenza artificiale inizieranno ad analizzare direttamente il movimento delle immagini, anziché limitarsi ai singoli fotogrammi, anche questa tecnica potrebbe diventare facilmente leggibile.. Per questo Lu descrive la sua creazione più come una dimostrazione delle attuali differenze tra percezione umana e artificiale piuttosto che come uno strumento definitivo. Tra le possibili applicazioni future immagina, per esempio, CAPTCHA basati sul movimento, molto più difficili da risolvere automaticamente dai bot, oppure nuovi test per misurare i progressi delle IA nella comprensione delle informazioni visive nel tempo. «In fondo», spiega il designer sul sito Mixfont, «l'obiettivo non è battere l'intelligenza artificiale, ma ricordare che la creatività umana continua ancora a trovare modi originali per metterla alla prova»..