La Roma incassa un’altra scottatura pesante sul mercato. Dopo la delusione Greenwood, anche la pista Crysencio Summerville sembra ormai sfumare sul più bello, lasciando addosso una sensazione ancora più amara. Perché stavolta i giallorossi erano arrivati davvero a un passo dal giocatore, spingendosi fino a cifre molto alte pur di consegnare a Gian Piero Gasperini l’esterno offensivo richiesto. Summerville era il nome scelto. Il profilo individuato per dare strappo, velocità, uno contro uno e profondità al nuovo attacco romanista. Gasperini lo voleva con forza, al punto da portare la Roma a spingersi verso un investimento vicino ai 50 milioni di euro. Una cifra enorme per un calciatore certamente adatto alle idee del tecnico, ma il cui prezzo era stato inevitabilmente gonfiato anche dal Mondiale disputato ad alto livello.Se Summerville valesse davvero quella cifra, oggi, è impossibile stabilirlo. Il mercato non offre certezze, ma solo valutazioni, rischi e tempistiche. La certezza, invece, è che la Roma in questa vicenda ci ha rimesso tempo e immagine. Il club esce male da una trattativa inseguita a lungo, raccontata per giorni come vicinissima alla chiusura e poi ribaltata dall’irruzione dell’Al Hilal, capace di mettere sul tavolo cifre fuori portata sia per il West Ham sia per il giocatore. Il problema, però, non è soltanto aver perso Summerville. Il punto è che la Roma arriva al 22 luglio senza aver ancora consegnato a Gasperini il primo ruolo realmente indicato come prioritario: un esterno offensivo capace di saltare l’uomo, attaccare la profondità e cambiare ritmo alla manovra. Era la richiesta principale del tecnico fin dal suo arrivo, il tassello da cui partire per costruire la nuova Roma. E invece proprio lì, nel reparto più urgente, il club si ritrova incredibilmente ancora al palo.Più una trattativa viene raccontata come vicina, più il mancato arrivo diventa una sconfitta pubblica. Summerville non era un nome qualsiasi dentro una lista: era diventato il volto del mercato romanista, il giocatore da consegnare a Gasperini, il segnale che la società era pronta ad alzare il livello. Proprio per questo il suo mancato arrivo pesa più di un semplice obiettivo sfumato. Il tema, allora, diventa più ampio e investe la strategia della Roma. Se il club decide di puntare su calciatori già pronti, formati, nel pieno della maturazione e con valutazioni vicine ai 50 milioni, deve sapere che quella fascia di mercato porta con sé richieste economiche molto alte. Non basta avere la disponibilità per il cartellino: serve anche poter sostenere ingaggi da top player o comunque da profili inseguiti da club più ricchi. Ed è qui che nasce il problema. La Roma ha fissato un tetto salariale intorno ai 4 milioni di euro, scelta comprensibile per tenere sotto controllo i conti e gli equilibri dello spogliatoio. Ma con quel limite diventa complicato competere per giocatori di 24 o 25 anni già pronti per grandi palcoscenici.Da qui la prima riflessione. Forse la Roma deve orientarsi con maggiore decisione su profili diversi: calciatori più giovani, ancora non completamente affermati, con ingaggi ancora sostenibili e margini importanti di crescita. Non semplici scommesse, intendiamoci, ma giocatori scelti con competenza, già pronti almeno in parte per un contesto ambizioso e capaci di rappresentare un investimento tecnico ed economico per il presente e per il futuro. L’alternativa è lavorare su calciatori non necessariamente giovanissimi, ma con valutazioni più contenute, entro una fascia da 25-30 milioni: anche in questo caso è la competenza a fare davvero la differenza.LEGGI ANCHE – Summerville ha scelto, va all’Al Hilal. Fabrizio Romano: “Here we go. La Roma c’ha provato fino alla fine”C’è poi un secondo aspetto, più delicato, che riguarda l’esposizione mediatica di certe trattative. Non è semplice tenere davvero sotto traccia operazioni di questo livello, soprattutto quando entrano in gioco intermediari, club stranieri, entourage e interessi economici molto forti. Pensare che un affare da 50 milioni possa restare completamente nascosto sarebbe poco realistico. Allo stesso tempo, però, la vicenda Summerville offre uno spunto di riflessione. Quando un obiettivo diventa per giorni il centro assoluto del mercato, ogni passaggio rischia di trasformarsi in una partita pubblica: l’offerta, il rilancio, il sì del giocatore, la risposta del club, l’inserimento della concorrenza. In questo contesto, i tempi si allungano e la pressione aumenta. Forse, per una società che deve muoversi dentro parametri economici precisi, un profilo mediatico più basso può aiutare, unita a una maggiore rapidità nel raggiungere un accordo.Ora il rischio è di dover inseguire il piano B con il fiato corto. E il mercato, quando ti vede scoperto, raramente ti fa sconti. La Roma deve sostituire in fretta un obiettivo mancato, ma senza trasformare la fretta in confusione. Dopo due piste così esposte e così logoranti, la risposta dovrà essere rapida, ma soprattutto lucida. Il quadro, al 22 luglio, non può lasciare tranquilli. Il ritiro è già iniziato, Gasperini è al lavoro da giorni e la Roma non ha ancora presentato il primo vero acquisto. Nel frattempo la rosa si è indebolita: diversi giocatori in prestito sono tornati ai club di appartenenza, altri sono usciti a fine contratto o risultano ancora senza rinnovo. Oggi il gruppo a disposizione del tecnico è evidentemente più corto e meno completo rispetto alla scorsa stagione. Gasperini può anche parlare di Roma “diesel”, pronta ad accendere il motore. Ma un allenatore ha bisogno di lavorare sui giocatori chiave durante il ritiro, non di aspettarli quando la preparazione è già entrata nel vivo. Ogni giorno perso sul ruolo più importante pesa doppio: sul mercato e sul campo.La batosta Summerville può diventare una delusione in più oppure un punto di svolta. Dipenderà da come la Roma reagirà nelle prossime ore. Il tempo per correggere la rotta esiste ancora, ma il margine comincia a restringersi. Ora servono rinforzi veri, trattative meno esposte e una strategia più aderente alla realtà economica del club. Dopo Greenwood e Summerville, la Roma non può più permettersi di restare prigioniera dei quasi colpi. Gasperini aspetta il suo esterno, i tifosi aspettano il primo segnale concreto, il mercato continua a correre. Stavolta, per non restare ancora una volta al palo, servirà muoversi in fretta. E soprattutto muoversi meglio.Giallorossi.net – Andrea FioriniL'articolo La Roma e il mercato dei quasi colpi: Summerville sfuma e apre interrogativi proviene da Giallorossi.net | Notizie AS Roma, Calciomercato ed Esclusive.