L’omicida di Luca Esposito: «Ho voluto fermare la prostituzione, ci distoglieva dall’Islam»

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«Ho voluto fermare la prostituzione perché ci distoglieva dalla preghiera». Stamattina 27 luglio Ridha Rahomouni, accusato dell’omicidio di Luigi “Luca” Esposito, comparirà davanti al giudice per le indagini preliminari Giandomenico D’Agostino. E spiegherà perché ha colpito e bruciato il giornalista sportivo: la vittima voleva avere con lui rapporti sessuali a pagamento. La richiesta lo metteva a disagio. Così come il fatto che le stesse richieste venissero rivolte ad altri giovani nordafricani in stato di necessità.L’inchiestaL’indagine è coordinata dal sostituto procuratore Alessandro Di Vico. Il decreto di fermo riporta che Ridha è accusato di omicidio aggravato e distruzione di cadavere. La relazione interpersonale tra i due è confermata dai contatti telefonici. I loro cellulari si trovavano nelle stesse zone durante le ore dell’omicidio, come provato dalle celle telefoniche. Che dimostrano che erano «nel medesimo quadrante territoriale in cui sono stati poi rinvenuti l’auto della vittima e il corpo semi-carbonizzato». Una guardia giurata e i filmati delle telecamere testimoniano la presenza della Lancia Y e di un uomo in bicicletta.Le provePoi, aggiunge Il Mattino, ci sono le impronte che Rahmouni lascia sul portabagagli dell’auto della vittima (dimostra che l’incontro c’è effettivamente stato), la cessazione dei contatti telefonici tra i due dopo la morte di Esposito e infine il ritrovamento, nell’alloggio di fortuna del tunisino, di oggetti personali del giornalista, in particolare il suo telefono e la carta di credito. Con la quale non sono state effettuate spese. Secondo Rahmouni amici e conoscente venivano distolti dalla preghiera commettendo atti impuri per colpa di Esposito. I carabinieri stanno cercando gli altri ragazzi con cui il 53enne avrebbe avuto rapporti sessuali a pagamento. Il verbale del primo interrogatorio risulta essere stato secretato.L’omosessualità non dichiarata di EspositoUn amico di Esposito ha detto ai carabinieri di aver avuto la «percezione» di una omosessualità mai dichiarata, non solo sua ma anche di altre persone di comune conoscenza. Mentre il matrimonio non esisteva ed era «una sorta di copertura per nascondere la sua tendenza di omosessualità». Sulla scena del crimine sono stati rinvenuti «numerosi preservativi, oli per massaggi rinvenuti all’interno e all’esterno dell’autovettura». Il viaggio verso Eboli era quindi da attribuire «a un appuntamento di natura sessuale, sottratto alla conoscenza della cerchia familiare e professionale».Chi è Ridha RahmouniRahmouni viveva abusivamente in un casolare insieme ad altri senza permesso di soggiorno. Prima di arrendersi si è barricato all’interno. Il cittadino tunisino ha detto nell’interrogatorio di essere musulmano. Nato il 9 maggio del 2000, è arrivato a Lampedusa 3 anni fa. La sua prima fotosegnalazione risale al 13 agosto 2023. Poi un altro rilievo il 16 ottobre a Savona. A Salerno ha presentato richiesta di visto ma la Questura gli ha detto no il 13 dicembre 2024. Sul 26enne pendeva anche un decreto di espulsione. Ma lui era scomparso per sfuggire al rimpatrio. Aveva anche scelto un nome falso, Amed Jamal e aveva occupato abusivamente un immobile nel territorio di Altavilla Silentina, a una ventina di chilometri da Eboli.L'articolo L’omicida di Luca Esposito: «Ho voluto fermare la prostituzione, ci distoglieva dall’Islam» proviene da Open.