Spagna campione del mondo, De La Fuente: «È il Mondiale di una grande Nazionale, le giovanili la vera base del progetto»

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Il commissario tecnico della Spagna, De La Fuente, racconta il trionfo mondiale e svela i segreti dietro ad un progetto vincente38 partite di fila vinte, un Europeo e ora anche un Mondiale. La Spagna continua a vivere un ciclo straordinario sotto la guida di Luis De La Fuente, grande protagonista del trionfo iridato conquistato a New York. A una settimana dalla vittoria in finale, il commissario tecnico della Roja ha parlato ai microfoni di AS, ripercorrendo il cammino della sua squadra e spiegando i segreti di un gruppo capace di dominare la scena internazionale.Ultime notizie Calcio Estero: tutte le novità del giorno provenienti da tutto il mondoPERCORSO MONDIALE – «Il percorso si costruisce passo dopo passo. Quando poi entri davvero nel vivo del Mondiale, inizi a pensare: ‘Ce la giocheremo fino in fondo’. L’ho sempre detto. Poi vincere è un’altra cosa. In finale siamo stati nettamente superiori, non hanno praticamente mai tirato in porta ma bisogna sempre prenderla con le dovute cautele. Perché se quel rinvio di Cubarsí nei supplementari fosse rimbalzato su Unai Simon ed entrato in porta, avremmo perso senza subire un tiro nello specchio».Spagna, De La Fuente e il peso del MondialeIl ct ha poi commentato gli elogi personali ricevuti dopo il successo, preferendo però spostare l’attenzione sull’intero gruppo e sul valore collettivo della Nazionale.MONDIALE DEL CT – «Mi mette un po’ in imbarazzo. Vorrei ricordare, però, che questo è il Mondiale di una grande Nazionale».Spagna, difesa quasi perfetta e numeri impressionantiUno dei grandi segreti della Spagna campione del mondo è stata la solidità difensiva. La Roja ha subito appena 1 gol in tutto il torneo, confermandosi una squadra equilibrata, compatta e capace di difendere con tutti gli uomini.ORGANIZZAZIONE DIFENSIVA – «Abbiamo concesso soltanto dieci tiri in tutto il torneo. Questo è il risultato di un’organizzazione difensiva preparata e sviluppata nei minimi dettagli. La squadra difende in maniera collettiva in modo straordinario. Sono undici giocatori che partecipano alla fase difensiva. È una squadra molto equilibrata perché, se guardiamo i numeri, siamo anche molto prolifici in attacco. Abbiamo segnato tantissimo e subito appena un gol. È una costante: in 50 partite abbiamo realizzato oltre 100 reti e ne abbiamo incassate pochissime».Spagna, il modello che ispira il calcio mondialeLa Spagna viene oggi considerata un modello anche dalle altre federazioni. De La Fuente ha spiegato come il successo non sia frutto del caso, ma di una filosofia portata avanti nel tempo, dalle selezioni giovanili fino alla Nazionale maggiore.MODELLO SPAGNA – «Questi complimenti confermano un’idea precisa. Quello che stiamo vivendo non nasce oggi, ma è il frutto di un lavoro portato avanti per tanti anni seguendo un modello ben definito. Siamo sempre rimasti fedeli a quella filosofia. Naturalmente ogni commissario tecnico ha aggiunto qualcosa di personale, non solo nella Nazionale maggiore ma soprattutto nelle selezioni giovanili, che sono la vera base del progetto. L’idea di fondo, però, è sempre la stessa e precede anche il mio arrivo. Nel tempo è semplicemente evoluta, perché anche il calcio cambia continuamente. Ogni grande torneo rappresenta un ulteriore passo avanti. Già all’Europeo avevamo introdotto alcune novità, come un maggiore utilizzo degli esterni offensivi. Oggi, invece, transizioni rapide e velocità sono elementi fondamentali. Un tempo si pensava che la squadra con più possesso palla avesse quasi sempre la meglio. Oggi non è più così: una squadra con appena il 30% di possesso può vincere tranquillamente per 3-1».La Spagna di De La Fuente conferma così la forza di un progetto tecnico solido, moderno e riconoscibile. Un ciclo nato dalla continuità, cresciuto attraverso il lavoro sulle nuove generazioni e consacrato dai risultati: prima l’Europeo, poi il Mondiale.