Fertilità, dalla dieta al microbiota: cosa aiuta il concepimento

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Non esiste una ‘dieta della fertilità’, ma alimentazione e stile di vita possono influire sulla salute riproduttiva e sulle probabilità di concepimento. La conferma arriva dalla prima revisione sistematica della letteratura scientifica internazionale su dieta e Procreazione medicalmente assistita, coordinata dalla Società italiana di fertilità e sterilità e medicina della riproduzione (Sifes-Mr).Fertilità, il ruolo del microbiotaSecondo gli esperti la salute riproduttiva è strettamente legata alla salute generale e un ruolo potrebbe essere svolto anche dal microbiota intestinale. Un altro studio, pubblicato sulla rivista ‘Microorganisms’, ha infatti rilevato differenze nella composizione del microbiota tra donne con ripetuti fallimenti di impianto e donne fertili. I risultati, precisano i ricercatori, sono ancora preliminari e non dimostrano un rapporto di causa-effetto, ma suggeriscono che l’equilibrio dei microrganismi intestinali, attraverso le interazioni con metabolismo, sistema immunitario e infiammazione, possa incidere anche sulla salute riproduttiva.No alle diete di eliminazione fai-da-teLo studio promosso da Sifes invita però a diffidare delle cosiddette ‘diete di eliminazione’, come il fai-da-te senza glutine o le diete iper-restrittive.  “Non esiste una dieta della fertilità e nessun alimento può garantire una gravidanza o cancellare l’effetto dell’età”, precisa Gemma Fabozzi, prima autrice della review scientifica pubblicata su Riproduttive Biomedicine Online. L’alimentazione può aiutare, “ma va personalizzata e basata su prove scientifiche solide, non su mode passeggere”, aggiunge la ricercatrice. “Dalla nostra analisi su oltre 15mila studi emerge chiaramente che non ha senso escludere totalmente i carboidrati, ad esempio, o glutine e lattosio senza una diagnosi. La svolta sta nella nutrizione di precisione: interventi personalizzati su coppia, microbiota e salute metabolica”.Dall’analisi emerge che l’adesione a modelli alimentari sani, come la dieta mediterranea o la Pro-Fertility Diet, è associata a migliori risultati dei trattamenti di Pma, mentre un’alimentazione ricca di cibi ultra-processati e zuccheri semplici favorisce processi infiammatori. Tra gli elementi considerati favorevoli figurano il consumo di cereali integrali e pesce, fonte di omega-3, correlati a una migliore ricettività endometriale e qualità embrionale, oltre all’impiego mirato di probiotici e micronutrienti nei casi di disbiosi intestinale.Ambiente e stile di vitaGli esperti richiamano inoltre l’attenzione sull’importanza degli stili di vita e dell’ambiente. Le raccomandazioni della Sifes-Mr, in linea con quelle dell’Organizzazione mondiale della sanità, invitano a integrare nei percorsi per la fertilità interventi su alimentazione, controllo del peso e cessazione del fumo. Un ulteriore fattore di rischio è rappresentato dagli interferenti endocrini, sostanze presenti in alcune plastiche, pesticidi, cosmetici e contaminanti industriali, che potrebbero alterare il microbiota e favorire processi infiammatori associati anche ai disturbi della fertilità.“Serve un approccio One Health: la salute riproduttiva è legata a doppio filo alla salute generale della persona e alla qualità dell’ambiente in cui vive”, conclude Fabozzi. “Informare significa dare alle nuove generazioni gli strumenti per capire il legame tra salute metabolica, ambiente e capacità generativa. La nutrizione clinica deve entrare a far parte della prevenzione riproduttiva fin da giovani, non essere considerata solo dopo una diagnosi di infertilità”.Questo articolo Fertilità, dalla dieta al microbiota: cosa aiuta il concepimento proviene da LaPresse