Cresce la protesta tanto dei genitori quanto degli educatori per l’emergenza caldo all’interno degli asili e dei nidi comunali di Bologna e Milano. Nel capoluogo emiliano la rivolta è partita dal nido comunale «Vestri» ed è destinata ad allargarsi ad altre strutture, comprese le scuole dell’infanzia che hanno già contattato i promotori dell’iniziativa. Come racconta il Fatto quotidiano, per il momento i genitori hano evitato polemiche pubbliche e proteste rumorose. Hanno però inviato una diffida formale al sindaco Matteo Lepore, all’assessore alla Scuola Daniele Ara e al settore che si occupa del sistema educativo 0-6 anni, chiedendo entro 15 giorni condizioni microclimatiche adeguate in tutti gli spazi frequentati dai bambini. Nel Milanese aumentano le iniziative per pressare le amministrazioni, come a Sesto San Giovanni, alle porte di Milano, dove su change.org è in corso una raccolta di firme per potenziare gli impianti o di installarli dove mancano.Cosa chiede la diffida dei genitori a BolognaNel testo della diffida i genitori pretendono anche di sapere per iscritto quali interventi il Comune intende programmare, in che modo è stato valutato il rischio da stress termico e quali misure verranno messe in campo nelle giornate più calde, incluso il mese di settembre. Alberto, presidente del comitato genitori del Vestri, racconta che nella struttura l’unico ambiente dotato di un climatizzatore portatile, il cosiddetto «pinguino», è il dormitorio, mentre le altre stanze restano prive di refrigerazione. Le maestre avrebbero sollecitato gli uffici comunali già lo scorso aprile, senza ottenere risposte concrete, finché non sono stati gli stessi genitori a procurarsi un condizionatore, autorizzando poi il personale a utilizzarlo. Nella lettera inviata al Comune si legge che la concentrazione dei bambini in un unico locale climatizzato produrrebbe un «sovraffollamento indoor» con rischio di trasmissione di patogeni, mentre la permanenza nelle stanze calde esporrebbe i piccoli a «ipertermia e grave colpo di calore». I genitori parlano apertamente di segnali di «disagio, insofferenza e irritabilità» riscontrati nei bambini con l’aumento delle temperature, e non escludono di sospendere o ridurre il pagamento delle rette di giugno e luglio, ed eventualmente dei mesi successivi.La risposta del Comune di BolognaL’assessore Ara respinge le accuse a Il Fatto quotidiano, spiegando che ogni nido ha già un condizionatore, e quest’anno sono arrivati altri ottanta «pinguini» nelle strutture 0-6, rimaste aperte fino al 21 luglio per le famiglie. Per il 2026 sono stati stanziati 350mila euro per climatizzare un’aula in ogni scuola dell’infanzia. Meglio puntare su fotovoltaico, giardini e nebulizzazione, dice Ara, piuttosto che trasformare i nidi in frigoriferi. A fine giugno, con l’assessore Simone Borsari, aveva già ricordato i 760mila euro investiti dal 2016. Anche l’assessora Roberta Li Calzi aveva parlato di una «programmazione specifica, attenta e condivisa», senza però placare il malumore delle famiglie.Sciopero e proteste nei nidi di Milano: cosa succedeAnche a Milano la tensione resta alta, nonostante un lieve calo delle temperature negli ultimi giorni. La UilFp ha proclamato uno sciopero del personale educativo per il 29 luglio e ha presentato un esposto all’Ispettorato del lavoro e ad Ats, l’ex Asl. In una nota il sindacato denuncia che l’amministrazione comunale si sarebbe presentata al tavolo del 17 luglio «priva di qualsiasi proposta operativa concreta o bozza di accordo per gestire l’emergenza caldo», mentre nei plessi si sarebbero registrate «temperature interne che superano regolarmente i 35-36 gradi». Parallelamente si è formato un collettivo di genitori, chiamato «Questa non è una sauna», che chiede al Comune un piano per risolvere il problema e denuncia tre colpi di calore accertati tra i 104 nidi e le 166 scuole dell’infanzia della rete comunale milanese.Le richieste dei genitori milanesi al Comune sul piano climaticoFania Alemanno, presidente della Rappresentanza Cittadina dei Consigli di Unità Educativa del Comune di Milano, si dice soddisfatta del lavoro di ricognizione avviato dall’Assessorato, ma avverte che la mappatura arriva «dopo anni di segnalazioni e non può rappresentare un punto di arrivo». Secondo Alemanno ora serve un piano operativo con «criteri trasparenti, investimenti e tempi certi». I genitori chiedono nello specifico che il Comune renda pubblici i risultati del monitoraggio, fissi criteri di priorità per gli interventi basati sul rischio di stress termico, presenti un cronoprogramma preciso e avvii un piano pluriennale di adattamento climatico per nidi e scuole dell’infanzia. L'articolo Negli asili e nidi troppo caldo, i genitori si rifiutano di pagare la retta. La protesta si allarga: scatta lo sciopero delle maestre proviene da Open.