Tre cause milionarie per Chiara Ferragni e qual è il solo contratto sopravvissuto al “Pandoro Gate”

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Il famigerato “Pandoro gate” è un capitolo chiuso per Chiara Ferragni che, dopo aver rischiato di andare a processo per truffa aggravata, è stata prosciolta. L’influencer cremonese, però, ha sottoscritto un impegno con l’Antitrust, con cui ha ancora una questione aperta: versare 800 mila euro in beneficenza. I guai sono finiti? Non proprio, perché, come ricostruito da Open, l’imprenditrice digitale deve ora fronteggiare tre cause milionarie. Due sono in fase avanzata, la terza è a uno stadio iniziale. Le azioni legali sono state promosse da Safilo (il colosso degli occhiali ha chiesto 5,9 milioni di euro), da Angelini Beauty (anche questa realtà, per cui Ferragni avrebbe dovuto lanciare nel 2023 una linea di profumi, pretende molto denaro) e da Swinger international (trattasi della causa in fase iniziale), gruppo titolare del marchio Genny e licenziatario di Just Cavalli e Versace Jeans Couture.Chiara Ferragni e le cause milionarie: nuovi guai in vista per l’imprenditriceFerragni, come riporta Open, in base all’accordo stipulato con l’Antitrust, deve ancora elargire 800 mila euro. Ha ancora tempo per fare i versamenti agli enti benefici che lei stessa indicherà in quanto il patto è stato firmato con una scadenza triennale. Nel frattempo Claudio Calabi, il manager nominato dall’influencer per sistemare i guai imprenditoriali, nel corso dell’ultima assemblea di bilancio del 29 giugno di Fenice ha annunciato l’aumento di fatturato della società che nel 2025 ha avuto introiti per 2,7 milioni di euro.Fenice, ossia la società di Ferragni, nel 2025 ha registrato un passivo contenuto di 64.679 euro. Calabi, durante l’asemblea, ha spiegato inoltre che ancora oggi sulla ditta sono pendenti i già citati contenziosi con Safilo e Angelini, mentre la causa avviata da Swinger si trova ancora in una fase preliminare.Qual è il solo contratto commerciale sopravvissuto al “Pandoro gate”Il manager ha inoltre rivelato il solo contratto commerciale sopravvissuto al caso “Pandoro“: quello con Morellato. Calabi ja anche riferito che l’obiettivo di Fenice oggi è di “consolidare la ripresa delle attività mantenendo, al contempo, una struttura dei costi particolarmente efficiente, anche in considerazione del venir meno degli effetti negativi derivanti dal citato procedimento giudiziario”.In effetti, i costi ha iniziato a ridurli Calabi, partendo da sé stesso. Nel 2026 il suo compenso è sceso da 220 mila a 120 mila euro l’anno. Ha tagliato anche il suo stipendio di amministratore della holding Sisterhood, passato da 70 a 20 mila euro. Nel complesso ha rinunciato a 150 mila euro.Passando invece alla società, sempre di Ferragni, Tbs crew, è stata segnalata ancora una situazione non rosea per quanto riguarda i conti: nel 2025 ha perso 813.505 euro.L'articolo Tre cause milionarie per Chiara Ferragni e qual è il solo contratto sopravvissuto al “Pandoro Gate” proviene da Gossip e Tv.