Dodici racconti, senza retorica e senza morale, che hanno per protagonisti gli ultimi. Gianluca Cicinelli, giornalista e scrittore nato a Roma nel 1962, nel suo secondo libro ‘THC. Storie di tetraidrocannabinolo’ mette al centro persone dimenticate da (quasi) tutti, in cerca di se stesse e di uno scopo, capaci però di “trasformare il disastro in aneddoto e di riderci su”. Il tetraidrocannabinolo fa da ‘lente’Il tetraidrocannabinolo non è il tema o il centro dell’opera, bensì ‘la lente’ attraverso cui i personaggi delle sue storie si muovono e agiscono. “Io sto con i perdenti proprio come impostazione, viva coloro che si fermano e non rinunciano a essere umani solo perché prendono botte e schiaffi dalla vita – racconta l’autore – Tutti i personaggi cercano un senso anche se non lo trovano, trasformano il disastro in aneddoto”. Tra loro c’è anche ‘Mario il perso’, presente in due racconti, “è colui che fa la ricerca di sé più degli altri, sono dei ‘pasticci’ chimici’ in cui si amalgamano vari aspetti”. Nel libro ad esempio viene narrata una fuga in Marocco che diventa leggenda, una festa di quartiere che nasconde un cadavere, un discutibile studio sociologico sugli spacciatori. “C’è una varietà umana che normalmente non trova rappresentazione”, spiega Cicinelli, spinto dal desiderio di “dare una dignità narrativa a personaggi che sono spariti dalle nostre cronache di giornalisti e dalla rappresentazione dello spettacolo”.L’autore: “Volevo rendere simpatici coloro che per strada eviteresti”La gente “di cui parlo non ha neanche più le sedie dove sedersi, si incontra in posti e piazze di cui nessuno parla più, partiti compresi – ha ricordato l’autore – Posizionarli all’interno della narrativa italiana era una sfida, volevo rendere simpatici coloro che per strada allontaneresti ed eviteresti”. Cicinelli variando il linguaggio e lo stile dei suoi racconti con una scrittura che arriva dritta al punto descrive le periferie fisiche e mentali di una Roma che conosce bene, attingendo anche dall’esperienza sul campo in qualità di operatore socio-sanitario. “Questi personaggi sono di fatto degli sbandati, sono persone ai margini, è un modo per guardare di sbieco quelli che stanno al mondo – precisa – Non sono eroi e non c’è una morale”. Il giornalista sta già lavorando a un prossimo libro, un romanzo dal tenore e dal timbro diverso rispetto al questa raccolta di racconti. Il protagonista “è un ex estremista di sinistra che ha rotto un po’ con tutti ma è costretto a rivolgersi ai suoi ex amici per uscire da una situazione in cui lo hanno cacciato i servizi segreti – spiega – Nel finale dovrà decidere da che parte stare”.Questo articolo Libri, ‘THC. Storie di tetraidrocannabinolo’: Cicinelli mette al centro gli ultimi in 12 racconti proviene da LaPresse