In Spagna è ancora emergenza incendi. I vigili del fuoco continuano a lottare contro le fiamme che stanno divorando migliaia di ettari in più punti del Paese. Oltre 90.000 persone sono evacuate a Madrid, Toledo e Avila, che sta registrando l’incendio più esteso avvenuto nella storia recente del Paese. Questo rogo e quello scoppiato vicino alla capitale hanno devastato oltre 77.000 ettari. Durante la notte l’avanzata delle fiamme ha subito un rallentamento, ma il fuoco non si è ancora stabilizzato. In particolare sono stati individuati tre fronti dell’incendio a Madrid: il più preoccupante si trova a nord del bacino idrico di San Juan. L’altro grande incendio contro cui stanno lottando i vigili del fuoco si trova nella Vall d’Uixò, a Castellón, nella regione di Valencia. Qui le fiamme hanno bruciato circa 6.500 ettari e 16.000 persone sono state evacuate. Il premier Pedro Sanchez è in visita nelle zone colpite. “Quello che stiamo vivendo non è una successione di episodi isolati, ma è l’espressione più dolorosa di un’emergenza climatica che rende gli incendi di sesta generazione più voraci, le ondate di caldo più frequenti e il nostro territorio più vulnerabile”, ha affermato. “Questa non è più l’eccezione, ma è ormai la regola”. Da inizio anno, le fiamme “hanno distrutto 150mila ettari, e 13 persone sono morte”, ha ricordato Sanchez. “A causa del caldo hanno perso la vita oltre 3.800 persone. I dati sono chiari, l’emergenza climatica uccide. Per questo non basta affrontare le conseguenze”, ma bisogna “ridurre le cause, anticipare gli effetti e preparare meglio il nostro Paese per proteggere la vita delle persone”. Intanto, in un’intervista radiofonica, la vicepremier e ministra della Transizione ecologica spagnola, Sara Aagesen, ha affermato che a partire da domani il rischio di incendi sarà “molto elevato” e che probabilmente avrà inizio la quarta ondata di caldo dell’estate nel Paese. Questo articolo Incendi in Spagna, bruciati 150mila ettari. Sanchez: “Espressione più dolorosa dell’emergenza climatica” proviene da LaPresse