L’idolo della sinistra ha deciso: Melenchon vuole bandire gli yacht dalla Francia

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“Anche i ricchi piangano”. Quando nel 2006 su manifesti e quotidiani era apparso lo slogan lanciato da Rifondazione comunista,  “appiccicato” sull’immagine di uno yacht e quindi con un chiaro riferimento alla mai superata voglia delle sinistre di imporre una tassazione ad hoc (patrimoniale o che altro) sui redditi alti, gli effetti anche solo del pericolo cogente erano stati devastanti, con una fuga in massa delle imbarcazioni di lusso dai porti turistici italiani e un danno ancora oggi incalcolabile per l’economia di intere comunità che sull’indotto derivante dalla spesa dei super-ricchi, avevano costruito la loro economia. Un report reso noto in occasione della prima edizione di un forum in Sardegna, il Forum del lusso possibile, aveva evidenziato come ogni metro di lunghezza di un mega yacht, assicurasse lavoro e reddito a cinque o sei famiglie.Ma i vecchi vizi non si perdono, specie a sinistra. E in questi giorni all’Assemblea nazionale francese dovrebbe andare in in discussione, dopo le tasse imposte ai mega yacht battenti bandiera francese (ben pochi) e dopo la tassa sul patrimonio, una proposta di legge firmata dai deputati di La France Insoumisè, ovvero dai seguaci di Melenchon, candidato all’Eliseo per una sinistra radicale alla quale gli ultimi sondaggi attribuiscono il 16% dei consensi, al secondo posto con grande distacco da Marie Le Pen.Ebbene la proposta non parla di tasse, ma addirittura di un bando totale per i mega yacht di lunghezza superiore ai 50 metri, ai quali verrebbe vietato non solo l’ingresso nei porti francesi (Corsica inclusa) ma anche nelle acque territoriali.  La proposta n. 2968, parte da distante: dai cambiamenti climatici, per proseguire con l’innalzamento delle temperature delle acque mediterranee, per arrivare all’acidificazione e alla perdita di biodiversità.Secondo i sinistri e sinistrati di Melenchon, le colpe “sono massicciamente concentrate: una minoranza ultra-ricca è responsabile di una quota sproporzionata delle emissioni globali, mentre le popolazioni più povere subiscono le conseguenze più gravi del cambiamento climatico.I superyacht rappresentano una delle espressioni più spettacolari e concentrate di questo tipo di inquinamento di classe”.In mare la lotta climatica…di classe“Come sottolinea il sociologo Grégory Salle  – si afferma nella proposta di legge –  la navigazione con grandi yacht costituisce “l’attività ricreativa più inquinante a livello individuale” e si configura come un vero e proprio “vandalismo climatico”.E si prosegue sottolineando che “alcune navi possono emettere più di cento tonnellate di CO₂ in una settimana, l’equivalente delle emissioni di un cittadino francese in diversi anni”.“Mentre alla maggior parte della popolazione viene raccomandato di praticare la sobrietà energetica, una minoranza ultra-ricca continua a consumare senza limiti.Secondo gli allievi di Melenchon “i superyacht sfuggono in gran parte ai meccanismi di regolamentazione esistenti”. E a tutti gli effetti fanno parte di “una organizzazione che si avvale di una combinazione di bandiere di comodo, società di comodo e mobilità costante, che le consentono di eludere simultaneamente le normative fiscali, sociali e ambientali applicabili sulla terraferma. Queste navi funzionano quindi come veri e propri “paradisi fiscali galleggianti”, liberandosi dagli obblighi fiscali, sociali e ambientali”..Ma perché il limite dei 50 metri? Secondo i deputati che hanno presentato il disegno di legge, questa “soglia risponde all’esigenza di proporzionalità. Permette di prendere di mira le imbarcazioni da diporto di grandi dimensioni senza accomunare tutta la nautica da diporto, o addirittura tutte le imbarcazioni da diporto di grandi dimensioni”Dichiarata la guerra alle emissioni del lussoIl disegno di legge (nel quale non sono neanche prese in considerazione le conseguenze economiche ad esempio connesse con lo svuotamento dei porti turistici della costa Azzurra, con un impatto sul mercato che inevitabilmente riguarderà anche le barche inferiori ai 50 metri “spaventate” dalla linea Robespierre contro la nautica ricca) si inserisce – sottolinea il disegno di legge -in una più ampia richiesta di riduzione delle “emissioni di lusso”, incompatibili con gli impegni climatici della Francia.E per chi violerà il divieto sono pronte sanzioni il cui importo è stabilito dal giudice tra l’1% e il 15% del valore stimato della nave, tenendo conto della gravità e della durata dell’infrazione. L’articolo prevede due sanzioni aggiuntive: la confisca della nave utilizzata per commettere l’infrazione e il divieto di accesso alle acque francesi da cinque a dieci anni.Il comandante dello yacht è anche obbligato alla totale  trasparenza relativi allo Stato di bandiera, all’armatore, all’operatore , al beneficiario effettivo e ai documenti di previdenza sociale applicabili all’equipaggio.L'articolo L’idolo della sinistra ha deciso: Melenchon vuole bandire gli yacht dalla Francia proviene da Nicolaporro.it.