Dopo neanche due settimane Paolo Maldini e Leonardo si dimettono dall’incarico di dt e advisor della Nazionale. A confermarlo il presidente della Lnd, Giancarlo Abete: “Hanno comunicato la volontà di dimettersi. Adesso bisogna ripartire da zero. Non siamo abituati a queste situazioni. Bisogna ripartire con un progetto serio. Non è stato fatto ancora nessun nome sul nuovo ct“. “Non sapevamo del caso Pirlo-Russia. Le dimissioni di Maldini e Leonardo? Lo abbiamo sentito mentre uscivamo dall’ufficio del presidente. Lo abbiamo saputo nel finale della riunione delle componenti, da notizie dei media”, ha proseguito Abete che ha poi sottolineato che “fino a 45 minuti fa pensavamo alle alternative volute dal dt e dall’advisor. Ora dobbiamo ripartire da un progetto serio”. Nella giornata di oggi era arrivata anche la comunicazione da parte di Andrea Pirlo del suo non essere più “candidato” alla panchina della Nazionale. “Abbiamo appreso dalla tv delle dimissioni di Maldini e Leonardo, ne abbiamo preso atto. Sorpreso? Direi di no, era nell’aria. Maldini aveva scelto Pirlo, che però non sarà il ct. Mi spiace”. Così il presidente della Lega Serie A Ezio Simonelli, all’uscita dall’incontro con il presidente Figc Giovanni Malagò e le componenti federali.Abodi: “Da parte mia nessuna pressione su Figc”“Perché il caso Pirlo è diventato politico? Perché tutto è politica, perché è difficile tenerlo fuori, considerando prima di tutto che stiamo parlando del ruolo che vorremmo ricoprire tutti e di cui tutti parlano con una semplicità, una futilità che è al tempo stesso la natura del calcio. Siamo tutti commissari tecnici”. Così il ministro dello sport, Andrea Abodi, rispondendo alle domande sul caos legato alla nomina del prossimo ct della Nazionale azzurra di calcio a margine della conferenza stampa sull’iter del nuovo stadio della Roma. “Avvertiamo l’esigenza di una buona soluzione che possa essere definitiva, che possa aprire una prospettiva che faccia tesoro comunque di tutto quello che è successo anche negli ultimi mesi”, ha aggiunto il ministro. “Se i rapporti con la Russia possono impedire a un allenatore di diventare ct? Credo che bisogna chiedere al presidente federale se veramente è stato deciso di fermare questa negoziazione”, ha risposto Abodi, chiarendo come “non c’è stata nessuna pressione, sicuramente da parte mia”. “Diciamo che la combinazione ‘Betting-Russia’ non aiuta, ma io non ho chiesto nulla, quindi credo non debba essere io a dare spiegazioni”. “Come ho detto nelle ore scorse, io sto al mio posto, ma mi aspetto comunque di recuperare una figuraccia che oggettivamente è stata fatta. Mi interessa limitatamente attribuire le responsabilità, perché ognuno fa i conti con la propria coscienza e poi l’opinione pubblica si fa una sua idea. Però è del tutto evidente che quello che è successo non doveva succedere”. Così il ministro dello sport, Andrea Abodi, rispondendo alle domande sul caos legato alla nomina del prossimo ct della azionale azzurra di calcio a margine di una conferenza stampa sull’iter del nuovo stadio della A.S. Roma. Secondo il ministro “le scelte vengono fatte come è giusto che sia dal presidente federale”, sottolineando però che la decisione su direttore tecnico e su commissario tecnico “per sono inscindibili”. Chiarendo di non aver sentito Giovanni Malagò in giornata, Abodi quindi prende atto della volontà del presidente federale di essere “pronto a prendere altre decisioni”, augurandosi così di “mettere un punto, perché resto dell’idea che la figura fatta in queste giornate non è una buona figura”. Sul tema delle brutte figure, allo stesso Malagò che aveva dichiarato che “bisogna vedere chi le ha fatte” e che anche il mondo della politica ne avrebbe fatte tante, Abodi quindi risponde “Mi ricorda un po’ Gigi Proietti”. “Sono sicuro che ognuno debba fare l’esame di coscienza, però non ho mai creduto che le brutte figure di uno si compensino con le brutte figure dell’altro”, sottolinea il ministro, che pure ribadisce di voler “stare al mio posto, rispettare il mio ruolo, rispettare il ruolo del presidente federale” e che alla fine “venga trovata una soluzione, perché non faccio mai il tifo contro la mia nazionale”. Questo articolo Maldini e Leonardo si sono dimessi: addio alla Nazionale dopo il caso Pirlo proviene da LaPresse