Una vicenda giudiziaria canadese sta facendo discutere per le sue implicazioni etiche e legali sulla maternità surrogata. Una coppia di uomini dell’Ontario ha citato in giudizio la donna che ha portato in grembo il loro bambino, chiedendo circa 600 mila dollari di risarcimento. La causa, depositata alla Corte Superiore dell’Ontario a maggio, sostiene che la donna non avrebbe tenuto informata la coppia sulla salute del bambino, avrebbe messo a rischio il piccolo, non avrebbe seguito le loro indicazioni sulle cure mediche e avrebbe violato la riservatezza, causando a uno dei due partner un grave stress emotivo. L’iter burocraticoIl conflitto è nato nel giugno 2024, quando un’ecografia alla ventiduesima settimana ha rilevato nel feto un labbro leporino, una possibile fessurazione del palato e un lieve difetto cardiaco. A quel punto la coppia ha chiesto alla donna, tramite lettera formale, di interrompere la gravidanza, ma la surrogata si è rifiutata, ottenendo poi conferma dai medici del Mount Sinai Hospital di Toronto che il bambino era sano, con un difetto correggibile chirurgicamente. Diversamente dagli Stati Uniti, in Canada le surrogate non possono ricevere compensi economici, ma solo il rimborso delle spese: proprio quei circa 10 mila dollari mai restituiti alla donna sarebbero all’origine dello scontro legale.Sul caso è intervenuto Giorgio Bianchi, che non ha usato mezzi termini nel commentare la vicenda. “Per me la maternità surrogata è una barbarie”, ha dichiarato, definendo la pratica “una violenza nei confronti della donna che porta avanti la gravidanza”. Secondo Bianchi, la richiesta di aborto per un difetto giudicato meramente estetico rappresenta “l’abominio più totale”. Nelle sue parole, la vicenda gli ha “fatto ribollire il sangue”.The post Partorisce un bimbo con un difetto estetico: la coppia gay non lo accetta e la trascina in tribunale appeared first on Radio Radio.